SENZA MASCHERA

Sito dedicato alle persone affette da Lupus Eritematoso Sistemico (LES)


 

L'esperto risponde

L'esperto risponde Connettiviti Indifferenziate

connettivite indifferenziata e fibroadenoma mammario approfondisci »

DOMANDA
Egr. Dott. Doria, sono Roberta 44 anni affetta da circa 2 anni da connettivite indifferenziata in cura con Plaquenil da 1 mese (dopo aver sospeso dal dicembre 2001 la Clorochina causa deposito della stessa nel funds dell'occhio).La prossima settimana mi devo sottoporre ad intervento chirurgico per asportazione al seno di un fibroadenoma(scoperto la scorsa settimana)Ci sono controindicazion con il Plaquenil che sto assumendo? Potrebbe darmi una risposta urgente?.RingraziandoLa per a Sua gentile attenzione, la saluto. Roberta

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Roberta, non è necessaria la sospensione del Plaquenil in caso di intervento di asportazione di un fibroadenoma mammario. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

ANA positivi e doloretti alle mani approfondisci »

DOMANDA
Egregio dottor Doria,la prego midia un consiglio il mio reumatologo mi ha detto che ho una "leggera connettivite" i miei analisi: ANA punteggiato 1:320,LAC 0,81, attualmente assumo deltacortene da0,5 mg 1 al giorno,difix 0,5 1 al giorno,clorochina 1 a giorni alterni,al mattino ho le dita che mi fanno male e ho sempre il viso gonfio,un dito della mano destra che é sempre freddo e cianotico per questo problema assumo angizem da 120 mg ma non ho nessun miglioramento. La prego mi dia un consiglio cordiali saluti .

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Silvana, probabilmente il tuo reumatologo intendeva dire che hai una "connettivite indifferenziata"; una forma molto lieve e probabilmente inziale di connettvite che generalmente risponde bene a blande terapie; spesso in questi casi si utilizza il cortisone a basse dosi (Deltacortene 5 mg, anche perchè non esiste quello da 0,5 mg) associando un antimalarico (Clorochina o Idrossiclorochina). La maggior parte delle persone rispondono bene a questa terapia. Per il dito freddo e cianotico (diventa anche bianco prima di scurirsi?) puoi provare, se non l'hai già fatto, ad assumere la Nifedipina (Adalat) che spesso è in grado di ridurre tale disturbo. I dolori mattutini alle mani sono espressione della malattia; per evitarli puoi assumere un antinfiammatorio alla sera, ovviamente proteggendo lo stomaco. Infine, per il gonfiore al volto ti consiglio di eseguire un esame delle urine e soprattutto alcuni dosaggi delle proteinurie delle 24 ore, per escludere che tale disturbo dipenda da un'infiammazione del rene. In tal caso la terapia andrebbe rivista e potenziata. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Caratteristiche della connettivite indifferenziata approfondisci »

DOMANDA
Vorrei conoscere maggiormente le principali caratteristiche della connettivite indifferenziata. grazie.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Monica, non è facile rispondere con precisione alla tua richiesta perchè anche i più illustri ricercatori non sono riusciti a definire con chiarezza quali siano le caratteristiche della connettivite indifferenziata. Tale problema è sorto quando ci si è accorti che per alcune persone, che lamantavano disturbi tipici di una connettivite (come per esempio il dolore alle articolazioni e/o il gonfiore delle stesse, positività degli anticorpi anti nucleo, eccetera) non era possibile per il medico definire il tipo di connettivite (es. LES, Sclerodermia, Polimiosite, S.Sjogren ecc). Si è scelto quindi il termine di "Connettivite Indifferenziata" per definire questi casi, che possono evolvere verso una connettivite "differenziata" o restare come tali per sempre. Generalmente, si tratta di forme iniziali e quindi spesso lievi, per cui, nella maggior parte dei casi è necessaria una blanda terapia per controllare la malattia. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Feanomeno di Raynaud approfondisci »

DOMANDA
EGREGIO DOTT DORIA, MI CHIMO CHRISTIAN HO 22 ANNI E' MI E STATO DIAGNOSTICATO IL FENOMENO DI REYNAUD,HO CERCATO IN VARI SITI MA DI QUESTA MALATIA NON HO TROVATO ALQUN'INFORMAZIONE,SE POTESSE MAGARI LEI DIRMI QUALCOSA DI CIO'DI QUESTO FENOMENO CHIAMATO(REYNAUD) VISTO CHE PER IL MOMENTO NE SO' POCO E NIENTE,LE SAREI MOLTO GRATO DI CIO. LA RINGRAZIO TANTO CORDIALI SALUTI CHRISTIAN COCCO CESARE

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Caro Christian, il Fenomeno di Raynaud può essere primario (cioè non dovuto ad altre malattie sottostanti) o secondario e quindi dovuto ad alcune malattie, tra cui le più frequenti sono quelle reumatiche, in particolare le connettiviti. Per poter escludere queste ultime si può fare il dosaggio ematico (prelievo del sangue) degli anticorpi anti nucleo, anti-ENA ed anti fosfolipidi e magari eseguire anche una videocapillaroscopia. Quest'ultimo esame serve per lo studio, eseguito con un microscopio, dei capillari delle unghie. Vi sono comunque altre cause, più rare, tra cui l'aumento dell'emoglobina, delle piastrine e di alcune proteine nel sangue, la compressione delle arterie del braccio alla base del collo e l'uso di sostanze che determinano una diminuzione del calibro dei vasi (tra cui anche il fumo di sigaretta). Va segnalato comunque che tutte le possibilità che ho segnalato sopra, comprese le connettviti generalmente provocano qualche altro disturbo (come per esempio il dolore alle articolazioni nel caso di una connettivite) consentenedo al medico di escludere o meno una malattia sottostante. Va infine segnalato che la forma primaria è molto più frequente di quella secondaria, con un rapporto di 3/1. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Collagenopatia tipo Sjogren approfondisci »

DOMANDA
Ho letto con interesse il sito e vorrei porre la mia domanda: da qualche mese ho gli occhi molto gonfi (come per una congiuntivite cronica), sono sempre molto stanca (ma faccio anche una vita molto stressante!!)e a seguito ad una acrocianosi di una mano ho fatto delle analisi di laboratorio, il medico reumatologo ha diagnosticato una collagenopatia di tipo sjogren. Premetto che i test lacrimali sono risultati negativi, e per ora l'unico problema che ho è di tipo reumatico (spossatezza e febbricola + dolori articolari). Stò seguendo una cura di Cortisone (deflam 6, 1cp al dì) antinfiammatori non steroidei (alternando le marche, 2cp al dì), Bassado 1cp al dì, alternando cicli di antibiotici + aerosol (i raggi X hanno evidenziato una sinusite cronica). I risultati dei complementi C3 e C4 sono notevolmente migliorati (erano oltre 400) ma da un paio di mesi ho cominciato ad avere gonfiore alle ginocchia dopo un minimo sforzo,(senza dolore) il gonfiore mi dà l'impressione di non avere sufficente forza nelle gambe nemmeno per semplici passeggiate.Inoltre da un mese ho una dermatite secca e pruriginosa alla base del collo, che dopo un controllo dermatologico sembra essere una semplice allergia. Secondo il suo parere la cura che stò seguendo è adatta per questo tipo di malattia? E il gonfiore alle ginocchia è connesso? potrebbe essere connessa anche la dermatite? Quali sono le conseguenze di tale malattia? Ringrazio anticipatamente per la risposta, sono molto confusa e un suo parere sarebbe di aiuto. cordiali saluti Laura Farina

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Laura, la Sindrome di Sjogren è generalmente caratterizzata da sensazione di secchezza agli occhi (con possibilità di sviluppare cheratocongiuntiviti) ed in bocca, a cui possono associarsi stanchezza, dolore e/o tumefazione alle articolazioni (artrite). Per confermare la diagnosi si eseguono degli esami del sangue per vedere se ci sono degli autoanticorpi tipici della malattia in circolo, in particolare gli anticorpi anti-nucleo, gli anti-SSA e/o anti-SSB. Inoltre è possible completare lo studio con la misurazione della saliva prodotta in due minuti (test di Saxon) o, se il quadro non fosse ancora chiaro, una scialografia e/o una scintigrafia parotidea (tests per vedere il flusso della saliva) e, nei casi più dubbi, una biopsia delle ghiandole salivari minori. Il cortisone generalmente è una delle medicine cardine per questa malattia, anche se possono essere associate altre medicine, tra cui l'idrossiclorochina, che consentono di ridurre al minimo la dose del cortisone. Mi è più difficile risponderti sulla dermatite, che potrebbe anche essere aspecifica e non collegata alla malattia, ti consiglio pertanto di rivogerti ad un dermatologo esperto in queste malattie o di scrivere al dermatologo della nostra rubrica. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Vasculite MPO positiva approfondisci »

DOMANDA
Ho 27 anni ,da circa 10 mesi mi e' stata diagonsticata vasculite anca NPO coi isteologicamente con interesse cutaneo articolazione all'esordio e vero simile localizzata nasale,xerostalmia da vero simile sjogren secondario.Oggi utilizzo una terapia di cortisone di 12,5mg.Presento dolori renali e vertigini.Dopo l' ultimo esame di protenuria di 24 ore l' esito e' di 990mg a confronto di 40-200.Vorrei sapere se esiste una terapia diversa dal cortisone ,se ci sono dei centri specializzati e vorrei un commento sul mio esito.La ringrazio anticipatamente porgendogli i miei piu' cordiali saluti

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Lucia, nelle vasculiti (specie per quelle con positività degli ANCA) è frequente il riscontro di un'infiammazione del rene, che si dimostra con la comparsa della proteinuria. Tale infiammazione però non da alcun disturbo all'inizio, per cui tuoi "dolori renali" non sono assolutamente una spia di tale infiammazione ma probabilmente sono dovuti ad altre cause. La cura di tali vaculiti si basa principalmente sul cortisone, esistono tuttavia altri farmaci che consentono di utilizzare dosi basse, e quindi meno gravate da effetti collaterali, di cortisone. Tra i più utilizzati ci sono l'azatioprina e la ciclosporina e, nei casi più impegnativi viene utilizzata la ciclofosfamide o la plasmaferesi cioè l'eliminazione di tutti gli anticorpi e le sostanze responsabili dell'infiammazione dal circolo periferico. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Vasculite e proteinuria approfondisci »

DOMANDA
Buon giorno,le scrivo questo messaggio perche'ormai da quasi un anno hanno scoperto che ho la vasculite,la mia terapia asssegnatami tutt' oggi e di 12.5mg di cortisone al giorno .Avendo oggi ritirato le analisi delle protenuria di 24 ore risulta il mio valore di 990mg,a confronto i dati 40-200.Vorrei sapere a cosa vado incontro . La ringrazio anticipatamente per la sua cortese attenzione ,porgendogli i miei piu cari saluti

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Sonia, generalmente un valore di proteinuria di tale entità può significare che la vasculite ha un po' infiammato i tuoi reni. Tuttavia un dosaggio unico della proteinuria non è sufficiente, tale esame andrà pertanto ripetuto per vedere se si confermano tali valori. In caso affermativo è possibile incrementare la dose del cortisone e se ciò non risultasse sufficiente, è possibile eseguire delle terapie con immunosoppressori. In questo caso però si cerca di prelevare un piccolo pezzettino di rene facendo una biopsia renale, per poter ottimizzare la terapia, utlizzando l'immunosoppressore più idoneo. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Come si dice connettivite indifferenziata in inglese? approfondisci »

DOMANDA
vorrei sapere il nome della connettivite indifferenziata in inglese, so che già il lupus negli Stati Uniti è stato trattato con successo con una dieta basata sulle intolleranze alimentari (prime test), chiaramente da medici liberi dalle catene mentali della tradizione e vorrei fare una ricerca a proposito per una mia amica. elena

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Elena, il termine inglese per connettivite indifferenziata è "undifferentiated connective tissue disease" (UCTD). Buona ricerca Dott. Andrea Doria

Anticorpi e connettivite indifferenziata approfondisci »

DOMANDA
è possibile avere una diagnosi sulla connettivite indifferenziata? ANA positivi, ANA 1:80, finemente punteggiato, anticardiolipina IgM positivi 50.2 GPL U/ml. fattore reumatoide IgM 28 U.I/m v.2. ratta negativo

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Alessandra, non è facile spiegare il concetto di connettivite indifferenziata, in quanto anche i più autorevoli ricercatori non sono riusciti ancora a trovare un perfetto accordo nel dare una definizione precisa. Si può dire che è una malattia che ha tutte le caratteristiche di una connettivite ma che non soddisfa tutti i criteri necessari per poterla inserire tra quelle a noi finora note. Spesso si tratta di forme iniziali, e pertanto lievi, curabili efficacemente con una blanda terapia. Comunque per la diagnosi è necessario che il soggetto abbia dei disturbi (ad esempio dolori alle articolazioni, eritemi, pallore alle dita delle mani per esposizione alle basse temperature), perchè la semplice positività degli anticorpi non ci permette di trarre alcuna conclusione, tranne il fatto che questi debbano essere monitorati nel tempo. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Primi sintomi di una connettivite indifferenziata approfondisci »

DOMANDA
Quali sono i primi sintomi della connettivite indifferenziata? Si possono assumere estrogeni quando si cura una connettivite indifferenziata con il Plaquenil?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Ave, pur non esistendo dei sintomi obbligatoriamente iniziali della connettivite indifferenziata si può dire che generalmente i disturbi che più frequentemente portano le persone a rivolgersi al medico sono il dolore ed il gonfiore alle articolazioni; più raramente può esserci un'infiammazione del foglietto che avvolge il cuore o il polmoni (chiamata rispettivamente pericardite e pleurite). In questi casi vengono poi fatti degli esami del sangue per confermare il sospetto diagnositco. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Cosa mi devo aspettare per il futuro? approfondisci »

DOMANDA
Egregio Dottore, dopo una prima diagnosi errata di artrite reumatoide fattami 1 anno fa, mi sono rivolta al Prof. Trotta dell'Ospedale Sant'Anna di Ferrara, il quale dopo un ricovero mi ha diagnosticato :Sindrome di Sjogren overlap a verosimile orientamento lupico. Le chiedo cosa mi devo aspettare come sviluppi per la mia salute nel corso del tempo. La ringrazio e cordiali saluti

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Fiorella, per quanto bravi possiamo essere noi medici, non abbiamo nè la bacchetta magica, nè la sfera di cristallo. Tuttavia, indicativamente, ti posso dire che dovrai essere seguta regolarmente presso un centro di reumatologia e che, nella stragrande maggioranza dei casi, per questo tipo di malattie esistono efficaci cure (da assumere soprattutto come pastiglie) che consentono di svolgere una vita pressochè normale. Sarà importante essere regolari nell'esecuzione delle visite, perchè tramite queste sarà possibile scoprire il più precocemente possibile un'eventuale risveglio della malattia e quindi aggiustare tempestivamente la terapia. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Febbre e dialisi peritoneale approfondisci »

DOMANDA
Mia mamma ha 65 anni e da più di6 si sottopone a dialisi peritoneale.Da qualche anno ha sempre febbricole ma da Natale 2001 ha temperature alte fino a 39,5°.E' sata ricoverata 3 volte nello stesso ospedale e non hanno ancora trovato la causa, non è artrite reumatoide ma connettivite o lupus.Lei non risponde ancora bene alle cure di cortisone e antibiotico, o non hanno ancora trovato la causa giusta e la cura giuste. dobbiamo portarla in un altro ospedale? in quale reparto? Abitiamo in provincia di chieti mi indichi l'ospedale migliore per favore! La ringrazio vivissimamente.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Sara, è difficile dare una parere definitivo, visti i pochi elementi che riporti nella tua domanda. Effettivamente la febbre può essere una manifestazione di una connettivite, anche se generalmente risponde al cortisone(in ogni caso comunque dovrebbe esserci la positività degli anticorpi anti nucleo anti nDNA e/o anti ENA); tuttavia la prima cosa da escluedere in questi casi è un'infezione. Se questa è stata esclusa definitivamente forse può valere la pena di recarsi presso un reparto, sia pure internistico ma che abbia una certa esperienza con le malattie reumatiche. Non so però darti precise indicazioni riguardo a dove o chi puoi rivolgerti nelle vicinanze di Chieti. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Emicrania e connettiviti approfondisci »

DOMANDA
Per favore vorrei sapere se esiste qualche correlazione tra connettiviti (o malattie autoimmuni) ed emicrania; inoltre può la connettivite provocare dolore al cuoio capelluto? Ringrazio per la risposta.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Stefania, generalmente una connettivite non provoca dolore al cuoio capelluto anche se spesso ne provoca l'infiammazione. E' diverso invece il discorso risguardo all'emicrania; infatti esiste la cosiddetta "cefalea lupica", che spesso si manifesta appunto con un'emicrania. Spesso si tratta di disturbi banali e controllabili con i comuni analgesici; tuttavia in ogni caso va eseguita una visita neurologica per escludere altre cause, che richiederebbero invece terapie un po' più impegnative. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Centri per la cura delle Connettiviti indifferenziate approfondisci »

DOMANDA
sono di pesaro e vorrei avere un elenco piu'accurato possibile dei centri specializzati a livello nazionale per il trattamento della connettivite indifferenziata.grazie.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Fabrizia, in Italia la maggior parte dei centri universitari di reumatologia si occupano anche di connettiviti indifferenziate (di cui ci occupiamo anche qui a Padova), pertanto ti consiglio di consultare il sito ufficiale della Società Italiana di Reumatologia (www.reumatologia.it) dove potrai trovare l'elenco dei centri reumatologici universiatri diviso per regione. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria Dott. Andrea Doria

Connettivite indifferenziata ed estrogeni approfondisci »

DOMANDA
Gentile dottore, sono in cura perchè mi è stata riscontrata la connettivite indifferenziata con fenomeno di Reynaud secondario. Vorrei sapere se si possono assumere estrogeni con l'assunzione di Plaquenil e deltacortene visto che faccio uso di anticoncezionali. la ringrazio per il tempo che dedica a me ed a tutti quelli nelle mie condizioni.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Grazia, il problema dell'assunzione degli estrogeni nelle persone con una connettivite non è tanto legato alla terapia che eventualmente questi stanno assumendo, ma alla connettivite stessa. Si sa infatti che il sistema immunitario della donna è più portato a produrre autoanticorpi proprio a causa di una maggior concentrazione di estrogeni nel sangue rispetto ai maschi. L'assunzione di tali ormoni quindi può avere un effetto peggiorativo sulla malattia. D'altra parte è anche vero che la probabilità che tale peggioramento si verifichi è tanto più bassa quanto più la malattia è ben controllata dalla terapia; inoltre delle "pillole" a basso contenuto di estrogeni sono sicuramente meno "rischiose" di quelle utilizzate qualche anno fa, contenenti una maggior quantità di tali ormoni. Pur non essendo quindi possibile eleminare conmpletamente il rischio di un peggioramento della malattia, al giorno d'oggi più di qualche donna affetta da connettivite assume, con relativa tranquillità, tali farmaci. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Positività dell'anti centromero approfondisci »

DOMANDA
Sono risultata positiva al test ANA titolo:80 varietà: anticentromero. Con anti-cardiolipina negativo. Vorrei sapere se, in assenza di ogni altro sintomo, tranne un eritema in viso simile alla cuperose, si può diagnosticare un lupus. Inoltre vorrei sapere se tale positività di ANA può verificarsi in presenza di altre patologie. La ringrazio.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Rachele, la positività dell'anti centromero, peraltro ad un titolo non elevato, non è specifica del LES. Generalmente tale anticorpo si associa ad un disturbo, chiamato Fenomeno di Raynaud, caratterizzato dal pallore cutaneo, seguito da cianosi (colorito bluastro) e rossore alle dita delle mani e dei piedi dopo esposizioni degli stessi alle basse temperature. Spesso tale disturbo precede la positività di questo anticorpo anche per molti anni. In questi casi è utile eseguire una capillaroscopia (visualizzazione al microscopio, attraverso la pelle, dei capillari periungueali) per vedere se vi sono dei segni di altre connettiviti. Se non è presente il Fenomeno di Raynaud, può essere utile la ripetizione del dosaggio dell'anticorpo tra circa 4-6 mesi. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

connettivite lupus-like approfondisci »

DOMANDA
Carissimo Dr.Doria Grazie per aver sempre risposto alle mie domande. Volevo porle un ulteriore quesito cosa significa connettivite lupus like?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Lissette, una connettivite lupus-like, altro non è che una forma del tutto simile al LES ma che manca dei criteri diagnostici per poter porre la diagnosi; in pratica vi sono dei segni caratteristici del lupus non sufficienti però per poter dire con certezza che si tratta di questa malattia. Tra queste possono talvolta rientrare quelle forme scatenate da farmaci. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Doloretti articolari approfondisci »

DOMANDA
Gentile dottore è da Novembre che soffro di doloretti localizzati alle mani , polsi e gomiti e da allora non sono nè peggiorati nè migliorati.Il reumatologo mi ha prescritto gli esami degli anticorpi ANA- ENA . La mie domande sono le seguenti, visto che mia madre era malata di artrite reumatoide io potrei essere positiva a questi anticorpi? e la positività determina automaticamente una delle malattie autoimmuni? Gli esami che ho fatto rivelano VES 22 PCR neg Waaler rose neg ,Reuma test neg , ferritina 2,8 e sideremia 30. Non mi sento granchè stanca ,e non ho quasi mai febbre .Grazie per l'attenzione.Loredana

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Loredana, il dosaggio degli anticorpi (ANA, anti-ENA) non serve per formulare una diagnosi di artrite reumatoide, ma per escludere (se sono negativi) una connettivite. La diagnosi di quest'ultima non si basa solo sulla positività degli autoanticorpi ma anche sull' esistenza di disturbi che possano rientrare nel quadro clinico più o meno specifico di una connettivite (tra cui, eventualmente, possono rientrare i "doloretti", anche se sicuramente da soli non sono "sufficienti" per poter fare una diagnosi specifica, considerati anche gli esami bioumorali). Come vedi il fatto che tua madre abbia l'artrite reumatoide sicuramente non causa un'eventuale positività di questi anticorpi; e l'eventuale positività non comporta automaticamente il fatto di essere ammalati di connettivite. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Pericardite persistente da circa un mese approfondisci »

DOMANDA
gradiremmo sapere quali sono le soluzioni per risolvere il problema del versamento pericardico causato da una connettivite aspecifica diagnosticata , in quanto i dottori che hanno in cura il paziente sono indecisi se intervenire con pericardiocentesi o continuare la terapia di assorbimento. Le volevo inoltre premettere che il paziente di 52 anni sesso maschile e' ricoverato da circa 30 giorni e ' diabetico ed il liquido presente e' di circa 700/800 cc. e non accenna a diminuire. sicuro di un suo sollecito riscontro. Cordiali saluti.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Caro Alberto, una pericardite può essere espressione di una connettivite, anche se indifferenziata (il termine aspecifica non è utilizzato). In questo caso petò il versamento raramente è abbondante (mentre generalmente lo è nelle forme virali) e generalmente è associato ad altre sierositi (come per esempio la pleurite) e risponde bene a dosi medie di cortisone ed agli antiifiammatori non steroidei (come per esempio l'indometacina). In caso di scarsa risposta si può aumentare la dose del cortisone (fino a 1 mg/Kg/die) ed evetulamente somministrarlo a boli endovenosi (e.v.) da 1 grammo ciascuno di metilprednisolone, fino ad un massimo di 3 boli; infine è possibile anche somministrare le immunoglobuline e.v. ad alto dosaggio. Il diabete complica un po' le cose, visto che i cortisonici tendono a scompensarlo, anche se una buona terapia insulinica, l'utilizzo di dosi non elevate di steroide, magari associato ad altri faramci (come per esempio le immunoglobuline e.v.) possono ridimensionare di molto tale problema. Capisco perfettamente la titubanza dei medici riguardo l'esecuzione della pericardiocentesi, perchè tale manovra, anche se può fornire utili e preziose informazioni circa il liquido pericardico prelevato, nei pazienti con connettivite, può comportare dei rischi. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite indifferenziata e pillola anticoncezionale approfondisci »

DOMANDA
Caro dottore, mi hanno diagniosticato una connettivita indifferenziata con impegno ematologico, attualmente prendo 100mg di ciclosporina al mattino e 50 mg alla sera, volove sapere un suo parere sulla pillola anticoncezionale, visto che ne ho sentite di tutti i colori la ringrazio per la disponibilità e la saluto.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Gessyca, non mi stupisce che tu ne abbia sentite di tutti i colori, entro certi limiti. Le ragioni di una certa cautela nell'utilizzo della pillola anticoncezionale nelle donne ammalate di connettivite sono dettate dal fatto che gli ormoni sessuali femminili sono implicati nel favorire i processi autoimmuni, e quindi la loro assunzione potrebbe avere un effetto peggiorativo sulla malattia. Tale motivazione induceva, non molto tempo fa, a sconsigliarne l'uso. Attulamente le cose sono cambiate, pur restando le riserve di cui sopra; in una persona con una malattia lieve (come potrebbe essere una connettivite indifferenziata con impegno ematologico) senza anticorpi-antifosfolipidi associati, l'assunzione di estroprogestini, specie se a basso dosaggio, non comporta quel gravoso aumento di rischio di riacutizzazione della amalattia a cui si pensava un tempo, tale da dover assolutamente sconsigliarne l'assunzione. Resta comunque il fatto che la prescrizione della pillola, in questi casi, deve essere valutata attentamente caso per caso e comunque la sua assunzione monitorata strettamente. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Differenze tra connettiviti approfondisci »

DOMANDA
Volevo sapere se la connettivite indifferenziata è la stessa cosa della collagenopatia mista.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Valentina, mi complimento con te per la domanda, apparentemente semplice, ma che in passato ha arrovellato parecchi ricercatori nel tentativo di dare una risposta. Infatti, circa una decina di anni fa si pensava che la connettivite indifferenziata e la connettivite mista rientrassero nella stessa malattia; successivamente si è invece visto che si trattava di due malattie diverse. Il problema tuttavia non è stato ancora risolto per quanto riguarda la connettivite indifferenziata perche i vari ricercatori non sono ancora riusciti a stabilire dei criteri precisi ed accettati da tutti per inquadrare questa malattia con precisione. Su questo si sta ancora lavorando, anche se in linea generale una persona viene considerata affetta da connettivite indifferenziata quando presenta i disturbi e le alterazioni degli esami di laboratorio (per esempio una positività degli anticorpi anti nucleo a titolo significativo) tipici di una malattia infiammatoria del connettivo ma non sufficienti per poter porre una diagnosi di connettivite "nota" come, per esempio lupus eritematoso sistemico, connettivite mista, sclerodermia, polimiosite, S. di Sjogren... Si tratta di una forma rara (recentemente è stata inclusa nell'elenco ministeriale delle malattie considerate rare e quindi le persone ammalate potranno fruuire dei benefici previsti) e generalmente poco aggressiva, che può evolvere o meno nel tempo in una connettivite "nota". Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivte o allergia? approfondisci »

DOMANDA
Gentilissimo Dottor Doria, è stata diagnosticata ha mia nipote di 15 anni una connettivite che le ha provocato un'infiammazione degli arti superiore, di cui ancora non siamo a conoscenza del tipo di forma specifica. Vorrei sapere da Lei se è possibile che una forte allergia ad una qualsiasi sostanza possa dare gli stessi sintomi. Resto in attesa di una Sua gradita risposta nel minor breve tempo, se possibile, fiduciosa, La ringrazio anticipatamente.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Rosita, difficilmente una connettivite può essere confusa con un'allergia, a meno che non vi siano delle particolari manifestazioni cutanee (tipo "orticarioidi") che possano far sorgere il dubbio. Quest'ultimo generalmente però è presto fugato se vi è una positività degli anticorpi anti-nucleo (cosiddetti ANA) magari ad alto titolo. Tuttavia, per poter rispondere al caso specifico è necessario almeno sapere il tipo di disturbi lamentato da tua nipote. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

E se sospendo la ciclosporina? approfondisci »

DOMANDA
Gent. D. Doria, ho sentito dire che curando con la ciclosporina A è difficile che in caso di remissione si possa sospendere la terapia,anzi la mancanza di assunzione potrebbe portare ad una riacutizzazione della malattia. E' vero? grazie mille come sempre....Stefania

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Stefania, ciò che hai sentito non è così vero. Se la malattia è in remissione stabile da molto tempo, è possibile tentare una graduale sospensione di tale farmaco, visto che per quanto sia ben tollerato, ha pur sempre dei possibili effetti collaterali... Certamente, in linea teorica, non è possibile prevedere se la malattia potrà avere o meno delle riacutizzazioni, si può tuttavia supporre che se la remissione è stabile da molto tempo, il rischio che queste si verifichino è molto basso, specie se la sospensione è preceduta da una graduale riduzione del dosaggio. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Come faccio per il sole? approfondisci »

DOMANDA
Mi sento superfortunata, due volte le ho scritto Dottore e due volte lei mi ha risposto. Quindi perché non provare una terza? Lei mi ha detto che dalle mie analisi del sangue lei propenderebbe piú verso una sindrome di Sjogren (piú che un LES). Io sono stata visitata da un immunologo (prof. Masala)e poi mi segue il mio medico curante,ma chi si occupa di questo tipo di malattia,l'immunologo o il reumatologo? Altra domanda per me IMPORTANTISSIMA, posso prendere il sole anche se con le protezioni o devo considerare l'abbronzatura un capitolo chiuso.Consideri che sono un tipo olivastro che non ha mai avuto problemi con il sole. Le ricordo che non ho alcun sintomo della malattia, se non delle brutte analisi del sangue. Grazie per il lavoro SPLENDIDO che fate. Flavia

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Flavia, è un onore avere delle persone legate come te a questa rubrica. Puoi farti seguire dallo specialista con cui hai maggior confidenza, sia esso un immunologo o un reumatologo, soprattutto se con esperienza nelle malattie reumatiche sistemiche (connettiviti). Puoi esporti ai raggi solari con prudenza (consiglio che peraltro va bene per qualsiasi persona!) utilizzando delle buone creme protettive ed evitando esposizioni, specie se prolungate, durante le ore centrali della giornata. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Cos'è la connettivite indifferenziata approfondisci »

DOMANDA
Che cosa è la connettivite indifferenziata? Quali rischi comporta e ci sono medicinali che la possono fermare?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Sonia, per quanto breve ed apparentemente semplice, i vari ricercatori, amche ai massimi livelli, non sono ancora riusciti a dare con precisione una risposta a questa domanda. Nella pratica, vengono considerate come connettiviti "indifferenziate" tutte quelle malattie caratterizzate da disturbi ed alterazioni rilevate agli esami del sangue tipici delle connettiviti ma che non sono sufficienti per poter formulare una diagnosi di connettivite definita (come per esempio il lupus eritematoso sistemico, la connettivite mista, la sclerodermia, la polimiosite, la dermatomiosite, la S. di Sjogren ecc.). Tali forme possono restare tali, spesso necessitando solo di una blanda terapia (curata con basse dosi di cortisone e, nella maggior parte dei casi, di un antimalarico), oppure evolvere verso una connettivite "differenziata"; in tal caso richiedendo la terapia "specifica" per tale malattia. Non è tuttavia possibile prevedere all'esordio che tipo di evoluzione bisignerà aspettarsi, anche per questo motivo resta fondamentale l'esecuzione di un regolare monitoraggio della situazione tramite viste reumatologiche ed esami del sangue. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite nel peggiore dei casi approfondisci »

DOMANDA
Mi è appena stata diagnosticata la connettivite. Chiedo: nella peggiore delle ipotesi a cosa andrò incontro? Grazie

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Antonietta, capisco l'ansia che traspare dalla tua domanda; va però puntualizzato molto bene di che tipo di connettivite si tratta, perchè la prognosi (cioè il decorso della malattia) è diverso. Ti invito pertanto ad inviare un'altra e-mail riportanto in questa la diagnosi che è stata fatta, oltre che una breve descrizione dei tuoi disturbi ed il risultato del dosaggio degli autoanticorpi. In ogni caso, si tratta di malattie curabili (con maggior successo per alcune, con più fatica per altre), e per alcune di queste vi sono vari farmaci a disposizione, oltre al cortisone. Dovranno essere eseguiti dei controlli clinici regolari da un reumatologo (possibilmente con una certa esperienza in questo tipo di malattie). Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Funzioni dell'anticorpo anti nucleo approfondisci »

DOMANDA
Egregio dottore, vorrei chiederle quali sono le normali funzioni degli anticorpi anti-nucleo e cosa, invece, comporta la loro positività all'interno di un organismo affetto da connettivite indifferenziata. La ringrazio anticipatamente e faccio i complimenti a lei e ai suoi colleghi per il sito (mi è stato molto utile).

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Paola, ti ringrazio per i complimenti, che sono sempre un utile stimolo a proseguire nella cura di questa rubrica. Non esistono funzioni "normali" degli antiorpi anti nucleo; infatti nelle persone non ammalate questi generalmente sono negativi o, al limite, positivi a basso titolo. Non è possibile tuttavia rispondere su quale possa essere il reale meccanismo di danno che questi producono negli ammalati di connettivite; probabilmente si tratta di un segnale-spia dell'organismo che ci fa capire che vi è una malattia autommune/infiammatoria a carico del tessuto connettivo. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Formicolio "strano" approfondisci »

DOMANDA
Gent. Dot. soffro di conn. ind. che mi hanno diagnosticato da un anno e soffro solo alle articolazioni.ieri mi è successo un caso strano: mi si è informicato il dorso della mano e l'avambracio dx, ma è un formicolio strano sembra che mi scorra qualcosa di caldo e mi provoca un pizzicorio, ora cè ancora ma + lieve. cosa crede che sia?Grazie stefania

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Stefania, non è facile poter dare un risposta alla tua domanda sulla base della sola descrizione, per quanto accurata e precisa. E' necessaria infatti una visita medica. Dal tipo di disturbo, posso consigliarti l'esecuzione di una visita neurologica. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Gravidanza in connettivite indifferenziata con Plaquenil approfondisci »

DOMANDA
mi hanno diagnosticato una connettivite indifferenziata. oggi ho iniziato una cura di plaquenil. chiedo una gravidanza pùo peggiorare i sintomi della malattia,dato che dopo una prima gravidanza (senza ancora avere la diagnosi di connettivite), andata a buon fine, i sintomi sono aumentati?. é stata una coincidenza?. precedentemente mi era stato dignosticato una tbc pelvica la cura fatta aveva cmq portato un periodo di circa un anno di buono stato generale.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Angela, teoricamente la gravidanza, generando un aumento della concentrazione degli estrogeni nel sangue può avere un effetto peggiorativo sulla connettivite. Vari studi infatti hanno dimostrato che gli ormoni sessuali femminili (estrogeni) hanno un ruolo nella genesi dell'autommunità. Questo è infatti uno dei motivi per cui alcune malattie autommunitarie sono molto più frequenti nelle donne rispetto agli uomini. Dal punto di vista pratico, questo discorso è tanto più vero quanto più attiva è la malattia; infatti nelle forme più leggere (come generalmente viene considerata la connettivite indifferenziata) la possibilità di un peggioramento della malattia è bassa; tale rischio può essere ulteriormente contenuto con frequenti controlli medici (compresa la ripetizione del dosaggio degli autoanticorpi prima della gravidanza) ed iniziando la gestazione in un momento in cui la malattia è in stabile remissione; possibilmente senza assunzione di farmaci potenzialmente teratogeni. Il Plaquenil viene generalmente sospeso almeno sei mesi prima del concepimento; tale atteggiamento è dovuto al fatto che, pur non essendo mai stata dimostrata chiaramente una teratogenicità sull'uomo, non vi sono dati sufficienti per escluderla completamente; anche se in quelle donne che hanno assunto Plaquenil durante la gravidanza (per vari motivi) non si sono finora verificati problemi. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite indifferenziata e stimolazione per fecondazione assistita approfondisci »

DOMANDA
egr.dottore la prossima settimana inizierò un ciclo di stimolazione per la fecondazione assistita.mi è stata fatta diagnosi lo scorso anno di connettivite indifferenziata.al momento sono presenti soltanto ana ++ e lieve raynaud.sto prendendo 5 mg di deltacortene che dovrò sospendere per circa due settimane durante la stimolazione ormonale e che dovrò continuare a prendere nella migliore della ipototesi dopo il transfer.quale tipo di rischi corro con la stimolazione e la mia presunta autoimmunità.grazie infinite gisella.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Gisella, le malattie autoimmunitarie sono molto più frequenti nelle donne che negli uomini proprio a causa della maggior quantità di estrogeni presenti nel sesso femminile. Anche se la tua è una malattia molto lieve, non è possibile escludere ogni rischio di peggioramento della malattia nel caso tu ti sottoponga alla stimolazione ormonale (che peraltro prevede la somministrazione di estrogeni)e successivamnte alla fecondazione assistita. Riguardo a quest'ultima, se si verificasse il concepimento, per tutta la gravidanza eseguirai i controlli reumatologici previsti con maggior frequenza. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Complicazioni di connettivite indifferenziata approfondisci »

DOMANDA
Caro Dottore, ho 31 anni e sono affetta da connettivite indifferenziata, diagnosticata da pochissimi giorni. Da circa 6 anni ho una febbricola (37,5 - 38) giornaliera con problemi gastrointestinali e infezioni urinarie recidivanti. Negli ultimi 2 anni si sono aggiunti ulteriori sintomi: forti dolori articolari, gonfiori e pulsazioni migranti soprattutto sulle braccia, rigidità e contratture lungo la colonna vertebrale, emicranie localizzate in particolare sopra l'occhio destro. La terapia che mi è stata prescritta è formata da Plaquenil e Vioxx. Le chiedo: in caso di non recessione della malattia quali altre complicazioni o patologie (LUPUS o altro) possono aggiungersi, visto che già così non conduco più una vita normale? La ringrazio anticipatamente. Ramona

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Ramona, non sarei così pessimista per quanto riguarda il futuro. Pur non essendo ancora perfettamente a conoscenza dell'evoluzione delle connettiviti indifferenziate, la terapia che hai da poco intrapreso si è dimostrata particolamente efficace, e molto ben tollereta nella stragrande maggioranza delle persone, per un soddisfacente controllo dei disturbi di cui riferisci alle articolazioni. Ci vorrà tuttavia qualche settimana prima che entri definitivamente in azione, per cui non scoraggiarti se non vedi subito dei chiari miglioramenti dei dolori articolari. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Cos'è la connettivite indifferenziata? approfondisci »

DOMANDA
la mia domanda è molto semplice....vorrei sapere esattamente cosa si intende per connettivite indifferenziata e cosa comporterebbe l'esserne affetti.Mi è stata diagniosticata ma non presento sintomi clinici...ancora.grazie

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Assunta, la tua non è una domanda così semplice come sembra, nel senso che ha impegnato medici e professori nella definizione di questa entità clinica (o più semplecemente malattia). La connettivite indifferenziata, come dice il nome stesso, è una connettivite, nel senso che ha tutte le caratteristiche (disturbi, o più spesso, alterazioni degli esami del sangue e positività degli anticorpi) tipici delle malattie del connettivo ma non ha le caratteristiche necessarie per poter dare un nome preciso alla stessa. In pratica, per definizione, si tratta spesso di forme molto lievi, che spesso necessitano solamente di una blanda terapia. Tuttavia vanno comunque monitorate nel tempo da parte di un medico per poterne valutare l'evoluzione. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

dolori ed anti nucleo positivi approfondisci »

DOMANDA
per dei dolori articolare, un gonfiore con dolore alle ginocchia e per problemi alle mani, mi sono stati prescritti i seguenti esami, anti nucleo elisa positivo e anti muscolo liscio positivo, che cosa vuol dire? sono ammalata di LES. cordiali saluti sabrina

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Sabrina, Pur essendo i dolori articolari compresi nei disturbi dovuti alle connettiviti in genere ( e quindi anche nel LES), non è possibile essere più precisi riguardo alla tua domanda; potrebbe essere utile eseguire (se non già eseguiti ovviamente) un emocromo con formula e piastrine, VES, PCR, azotemia, creatininemia, ALT, AST esame delle urine, profilo proteico e ripetere gli anticorpi anti nucleo eseguendo anche gli anti nucleo specifici (anti nDNA, anti centromero, anti ENA) e gli anti fosfolipidi. Cordiali saluti Dott, Andrea Doria

Connettivite indifferenzita e vaccini approfondisci »

DOMANDA
Gentilissimo Dott. Doria, sono Roberta 43 anni, connettivite indifferenziata,le ho gia' scritto due volte e Lei molto gentilmente mi ha risposto. Adesso ho un'altra domanda da porLe: posso fare il vaccino antiinfluenzale con la malattia che mi hanno diagniosticato? Fino all'anno scorso, l'ho sempre fatto perche' soffro molto di allergie e quindi il mio medico di base me lo ha sempre fatto fare.E adesso?. In attesa della Sua gentile risposta, La saluto. Roberta

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Roberta, la decisione se effettuare o no un vaccino si basa sempre su una valutazione di rischio-beneficio. Con una malattia come la tua, dovuta ad un'anomalia del sitema immunitario, è bene che quest'ultimo sia sottoposto al minor numero di stimoli possibile e l'esecuzione di un vaccino porta comunque uno stimolo al sistema immunitario. D'altra parte, anche lo stress dovuto ad un'infezione (come anche, per esempio, la banale influenza) può essere meno "tollerato" rispetto ad una persona normale; la differenza è che non tutte le persone durante l'inverno contraggono l'influenza, inoltre, nel limite del possibile, ci sono degli accorgimenti atti a prevenire il "contagio". La scelta, a questo punto, è personale. Cordiali saluti Dott. Andera Doria

Connettivite indifferenziata approfondisci »

DOMANDA
Salve dottor Doria, la mia domanda è la seguente: Cos'è la connettivite indifferenziata? Come si manifesta e quali sono i sintomi maggiori? Centra con il LES o la connettivite mista? Mi interessa sapere sopratutto come si manifesta! In quale ospedale si fanno i controlli? Quali sono gli esami del sangue da fare? La ves di solito eè sempre alterata in questi casi?La ringrazio anticipatamente ed attendo una cortese risposta..!

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
caro Simone, quante domande! Noi medici abbiamo l'abitudine di "classificare" tutte le malattie; in particolare ad ogni Connettivite abbiamo dato un nome che ci aiutasse a riconoscerla (grazie a dei criteri ben precisi). Tuttavia l'esperienza di tutti i giorni ci ha portato a conoscenza di alcuni ammalati che, pur avendo chiari sintomi di una connettivite (anticorpi anti nucleo a titolo elevato, dolore alle articolazioni, alterazioni dell'esame del sangue -anemia, pochi globuli bianchi, aumento della VES...-) non presentavano però un numero sufficiente dei nostri criteri per poter essere incasellati in una "connettivite differenziata", come per esempio il LES, la connettivite mista, la polimiosite ecc... E' nata così una nuova categoria: la "connettivite indifferenziata". Non si sa con certezza il destino di questi ammalati, nel senso che la malattia può restare così "sfumata" per tuttta la vita oppure evolvere vero una forma più definita. Ovviamente con la terapia si sta cercando che questa seconda possibilità sia più remota possibile. Per i controlli da fare nel caso di una connettivite indifferenziata puoi rivolgerti a qualsiasi Divisione ospedaliera o centro di reumatologia; si tratta essenzialmente di esami del sangue. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

D-dimero alto sospetto di connettivite approfondisci »

DOMANDA
Sono una donna di 35 anni,ho prtorito da novemesi,ho effettuatoil cesareo in quanto avevo legambe molto gonfie,lapressione alta.Poiche' attualmente ero ancora piena di edemi chemiprocuravano moltifastidi,ho effettuato alcune sedutedipressoterapia e linfodrenaggio,in seguito alle quali ho cominciato ad accusare sintomi che inpassato avevo gia' avuto in modo sporadico quali:rottura di capillari su tuttoilcorpo e sul viso accompagnata da bruciori,pruriti e inalcunipunti anche dolori.Ho fatto un eco-color-doller arterioso e venoso agli arti inferiori dal quale e' risultatauna cospicua insufficienza della grande safena alla gamba sx e ho effettuato alcune analisi del sangue tra cui PT-PTT-Fibrinogeno-d-dimero-tempodi emorragia.Di questi il fibrinogeno e'a limite minimo mentre il d-dimero haivalori raddoppiati rispettoal limite max.Mi e' stata sospettata unapossibile connettivite sebbene fino a 9 mesi fa tutti i valori del sangue sono sempre stati negativi tranne le catene leggere k=297.000 mg/dl e le catene leggere lambda=156.000 mg/dl.Puo' essere il sospetto fondato?Checosapossofare?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Sulla base della storia clinica delle alterazioni bioumorali che hai riportato nella tua lettera non è assolutamente giustificato un sospetto di connettivite. Per escludere una connettivite basta eseguire un esame degli anticorpi antinucleo. Nel tuo caso può essere utile eseguire anche il dosaggio degli anticorpi antifosfolipidi. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite indifferenziata e idrossiclorochina approfondisci »

DOMANDA
Gentile dott.da un mese mi hanno diagnosticato una connettivite indiferenziata con sospetto di LES. Dovrò iniziare una cura con idrossiclorochina,(oltre al cortisone) vorrei sapere se è un farmaco che può dare effetti collaterali (ho fatto la visita occulistica xchè mi hanno detto che potrebbe danneggiare la vista).Fin'ora ho solo disturbi alle articolazioni..posso espormi al sole? inoltre potrò guarire o farò una cura a vita? la ringrazio in anticipo.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Stefania, l'idrossiclorochina è una medicina ottimamente tollerata e soprattutto molto utile in quei casi in cui la connettivite ha colpito le articolazioni. Oltre alle visite oculistiche non sono necessari altri controlli; non ti devi preoccupare per la vista perchè, facendo regolarmente le visite oculistiche, se si trovano danni iniziali alla retina (peraltro rari) basterà sospendere la medicina perchè quest'ultimi scompaiano del tutto. Tale terapia dovrai, con tutta probabilità, assumerla per un lungo periodo; la guarigione in queste malattie non è purtroppo l'evento più frequente, anche se con la terapia nella stragrande maggioranza dei casi si riesce ad bloccare stabilmente la malattia. Per quanto riguarda il sole ti consiglio di non esporti nelle ore centrali della giornata e di utilizzare comunque creme ad alto fattore di protezione. Se proprio non riesci a resitere alla tentazione della tintarella puoi provare a vedere come reagisce la tua pelle esponendoti (con una opportuna crema protettiva) per brevi periodi nelle ore meno pericolose della giornata. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite indifferenziata: cosa vuol dire? approfondisci »

DOMANDA
Sono Roberta,ho 43 anni coniugata con tre figli, soffro di allergie agli acari,graminacee,olivo in fiore. A seguito di costanti pruriti con dolori alle articolazioni,polsi,gomiti, spalle, ginocchia, caviglie e arrossamenti al volto con gonfiore agli occhi,(eritema a farfalla ha detto il mio medico) l'allergologo ha riscontrato anche una allergia agli alimenti: pomodoro,cacao.cavolo nichel e mi ha consigliato di eseguire delle analisi del sangue tra le quali gli ANA risultati in un primo tempo : positivo, quadro punteggiato, titolo 320 e ripetuti dopo circa 15 giorni : positivo,quadro punteggiato, titolo 1280. Gli ENA e DNA ANTICORPO ANTICUTE neativo,proteina C reattiva < 0,37 , fattore reumatoide < 11 , TPS 22 , TSH 1,2 , T4 Free 17 , T3 Free 5,3 , C3c 115 C4 24 , Crioglobuline assenti, HLA-A 11,29 , HLA-B 44,35 , HLA-C W4, HLA DR 4,7,53 , HLA DQ 2,3 , Leucociti 8,60 Eritrociti 4,04 , piastrine 254 , VES 19 , Creatinina 0,9 Transaminasi AST 21 , ALT 27 , LDH 144 , CK 65, CK-MB 2 , Fosfatasi alcalina 61 , Gamma GT 24 . Biopsia ghiandole salivari : Sospetta S. di Sjogren ( un frammento di colorito biancastro non orientabile - diagnosi istologica: ghiandola salivare minore nei limiti della norma , T-61400 M-60000). Visita oculistica: Rosa Bengala negativo , secrezione lacrimale negativo. Capillaroscopia : Architettura generale globalmente conservata. tortuosita' capillari diffuse con alcune ramificazioni. Densita' capillare conservata. Iniziali ectasie capillari al 4° dito SN e al 3° dito DS da rivalutare nel tempo. Reperto di lieve danno organico al momento non specifico. ETC Addome : fegato nei limiti per dimensione ed ecostruttura, senza lesioni focali di carattere patologico etg percepibili, VBI non dilatate, colecisti alitisiaca. Reni in sede senza dilatazioni calico pieliche ( piccole cisti parapieliche a SN) . Conservato il rapporto cortico-midollare. Milza e pancreas nei limiti. Vescica distesa a profili regolari. ECOCOLORDOPPLER : atrio SN normale - ventricolo SN di normali dimensioni e spessori. Cinetica ventricolare normale - valvola mitralica normale apertura - valvola aortica : lembi sottili - sezioni DS : ndn - pericardio : ndn Diagnosi finale : CONNETTIVITE INDIFFERENZIATA TERAPIA PROPOSTA : CLOROCHINA 1 cpr die - DEFLAN cpr 30mg 1/4 al giorno per 1 mese e poi a giorni alterni per altri 30 giorni quindi sospendere e ripetere gli esami . Mi scuso per essermi cosi' dilungata, ma sono preoccupata e vorrei se possibile un Vs. parere e la spiegazione semplice della diagnosi. Ringraziando anticipatamente ,e in attesa di una Vs. gentile risposta, saluto.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Roberta, per connettivite indifferenziata si intende una forma di connettivite caratterizzata da manifestazioni cliniche lievi e tali da non consentire l'inquadramento in una delle connettiviti maggiori (Lupus, sclerodermia, dermatomiosite, Sindrome di Sjögren). Queste forme nella maggior parte dei casi rimangono indifferenziate nel tempo anche grazie alla terapia che viene generalmente iniziata fin dalle prime fasi. In piccola percentuale evolvono in una connettivite differenziata. Nel tuo caso le diagnosi di connettivite indifferenziata si basa sui dolori articolari e sulla positività degli anticorpi antinucleo. La terapia che ti è stata consigliata con antimalarici e piccole dosi di cortisone è una terapia ormai consolidata nel trattamento di queste forme. Cordiali saluti, Dott. Andrea Doria

Atrite o connettvite? approfondisci »

DOMANDA
gen.mo Dr.Doria da 1 anno e mezzo ho dei disturbi articolari alle mani e ai piedi, infatti nelle mani le dita si gonfiano, i tendini sono rigidi, e provo un dolore di tumefazione e le sento calde(pur al tatto essendo freddine); così anche nell'alluce e sotto la pianta del piede. sono coinvolti anche i polsi.Ho fatto diversi esami il Reuma test è negativo, Anticorpi antinucleo presenti, immnoglobulina M alterata,anti cardiolipina alterati, antiDNA nativi negativo, PCR negativo, Gamma gt alterati.Spesso soffro di cistite.Mi hanno detto che non è Artrite reumatoide, ma hanno un sosopetto di Lupus.Il fatto è che mi dicono che il quadro clinico non è molto chiaro e non riescono a capire bene la mia situazine. intanto io noto un peggioramento, e dai dolori la notte non dormo, e sto andando avanti con antinfiammatori..lei crede che possa trattarsi di Lupus..o connettivite? ci sono buoni centri a Cagliari? ho solo 28 anni e sono disperata, sembra che nessuno possa aiutarmi. La ringrazio infinitamente.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Stefania, dalla tua descrizione si capisce perfettamente il tuo problema, ma i dati che fornisci non sono sufficienti per poter fare una diagnosi precisa; sicuramente però è probabile che i toui disturbi siano dovuti ad una connettivite. E' una malattia che si può curare benissimo, pertanto puoi rivolgerti tranquillamente al centro di Reumatologia di Cagliari. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite indifferenziata e artite reumatoide approfondisci »

DOMANDA
salve,vorrei sapere quali centri sono piu' indicati per curare la connettivite indifferenziata e l'artrite reumatoide. gradirei anche sapere quali sono le conseguenze e gli sviluppi delle suddette malattie. la ringrazio anticipatamente e spero possa risponrermi tramite e-mail al piu' presto.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Caro Pino, la connettivite indifferenziata evolve verso una connettivite "differenziata" nel 30-35% dei casi. L'evoluzione è più frequente nei primi tre anni dopo l'esordio. L'artrite reumatoide è una malattia che deve essere curata in modo molto attento perchè l'infiammazione articolare se non viene adeguatamente controllata può con il passare del tempo rovinare le articolazioni. I medici specialisti che si occupano di queste malattie sono i Reumatologi e pertanto i Centri di Reumatologia sono quelli più indicati per la cura di queste affezioni. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria NB. Le principali connettiviti differenziate sono: lupus eritematoso sistemico, sclerodermia, dermato-polimiosite, sindrome di Sjögren.

Esordio di connettivite indifferenziata approfondisci »

DOMANDA
Egr.Dottore, mi è stata diagnosticata da circa un mese una "connettivite indifferenziata". Il reumatologo mi ha prescritto i seguenti farmaci : medrol 16 mmg. 1/2 compr. 2 volte la settimana, nimesulene 1 compr. 4 volte la settimana e plaquenil 2 compr. al giorno (la cura è per 2 mesi). Avendo letto su alcuni "siti" che è importante aggredire inizialmente e drasticamente la malattia con dosi elevate di cortisone, mi chiedo se questa terapia sia giusta, anche perchè i miei dolori continuano. La ringrazio della risposta e Le chiedo cortesemente di indicarmi un centro specializzato dato che io abito a Pisa (sono disposta a spostarmi).

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Cinzia, non sempre bisogna aggredire una connettivite con alte dosi di cortisone; soprattutto se la malttia si manifesta con disturbi di lieve entità e senza coinvolgimento di organi interni, sono sufficienti basse dosi quotidiane di cortisone e l'idrossiclorochina (il plaquenil) a controllare la malattia. Quest'ultima tuttava è una medicina che impiega alcune settimane prima di entrare completamente in funzione. Da quanto si evince dalla tua domanda la tua malattia deve essere esordita prevalentemente con dolori articolari, che probabilmente migliorano il giorno dell'assunzione del cortisone e non risentono ancora dell'effetto dell'idrossiclorochina (ci vuole qualche altra settimana). Non è possibile tuttavia esprimere un parere sulla correttezza della terapia perchè, per far ciò, sarebbe necessario avere molte più informazioni di quelle che tu ci puoi dare con la posta di "Senza maschera". Nella tua regione i centri reumatologici più noti sono Pisa, Siena e Firenze; puoi senz'altro rivolgerti a uno di loro. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Ornella: stanchezza, sole, medicina alternativa, farmaci: chiedo consiglio. approfondisci »

DOMANDA
Gentile Dr. Doria, mi chiamo Ornella, ho 41 anni, due bambini (6 e 7 anni) e lavoro come impiegata. Nel mese di giugno mi è stata diagnosticata una Connettivite Indifferenziata con eritema nodoso e vasculite. In sintesi i principali esami: ANA: 1/160 (fluorescenza granulare + omogenea), AntiDNA : neg., AntiENA: neg. Ves : 45 ; PCR: 11.9 ; lieve anemia (Hb : 10.5 g/dl) ; iposideremia (30 mcg/dl). Nella tabellina seguente ho provato ad evidenziare la terapia seguita fino ad oggi e il decorso dei sintomi della malattia: (Embedded image moved to file: pic25380.pcx)Avrei alcune domande da rivolgerLe: - secondo la Sua esperienza, è normale che si ripresentino gli episodi febbrili che mi costringono a tenere alta la dose di cortisone? - quali effetti collaterali può indurre la terapia cortisonica protratta nel tempo? - esistono terapie alternative (medicina o omeopatia)? - ci sono dei cibi particolari da evitare o da proporre in questa situazione? - dovrò per sempre ripararmi dai raggi solari o solo adesso che sono nella fase acuta della malattia? - ho notato che mi stanco molto facilmente, che tipo di vita consiglia a chi è affetto da questa malattia? - esiste un Centro che possa essere considerato all'avanguardia nella cura di queste malattie? La ringrazio fin da ora per le risposte che potrà darmi. Gent.le Sig Ornella, ho letto attentamente la sua lettera e la tabella, ma non riesco a capire bene da che malattia è affetta. L'eritema nodoso è una forma di vasculite. Non capisco perchè è stata posta diagnosi di connettivite indifferenziata con eritema nodoso. L'eritema nodoso può essere isolato (primitivo) o secondario ad altre malattie. Sono state escluse tutte le malattie che possono causare l'eritema nodoso? Proverò comunque a rispondere alle sue domande punto per punto. - la necessità di tenere alta la dose di cortisone indica che la malattia non è ben controllata - il cortisone se assunto a dosi elevate e per lunghi periodi di tempo può dare effetti collaterali. I più frequenti sono: osteoporosi, obesità, diabete, ipercolesterolemia, ipertensione, cataratta. Per questo motivo è bene ridurre al minimo la dose di mantenimento e se questo non è possibile è necessario associare al cortisone altri farmaci. -Esistono dei farmaci che possono essere associati al cortisone. Il tipo di farmaco da associare dipende dalla malattia che dobbiamo curare. Non conosco la medicina omeopatica, ma non la consiglierei per manifestazioni cliniche come quelle che lei mi ha descritto. -Non ci sono particolari consigli dietetici se non quello di seguire una dieta sana con pochi grassi e molta frutta e verdura. -Sulla base di quello che lei mi ha scritto non capisco perchè si debba riparare dai raggi solari. -La stanchezza è un sintomo che accompagna quasi tutte le malattie. Nella fase acuta è bene stare a riposo. Se poi la stanchezza persiste anche quando la fase acuta si è risolta allora bisogna intervenire in altro modo. -Esistono numerosi centri in Italia e all'estero che possono essere considerati all'avanguardia nel trattamento delle vasculiti e connettiviti. Ovviamente (come potrei dire diversamente!) il nostro centro è uno di questi, ma ne esitono altri e se mi fa sapere dove abita le posso suggerire quello più vicino al suo luogo di residenza.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Gent.le Sig Ornella, ho letto attentamente la sua lettera e la tabella, ma non riesco a capire bene da che malattia è affetta. L'eritema nodoso è una forma di vasculite. Non capisco perchè è stata posta diagnosi di connettivite indifferenziata con eritema nodoso. L'eritema nodoso può essere isolato (primitivo) o secondario ad altre malattie. Sono state escluse tutte le malattie che possono causare l'eritema nodoso? Proverò comunque a rispondere alle sue domande punto per punto. - la necessità di tenere alta la dose di cortisone indica che la malattia non è ben controllata - il cortisone se assunto a dosi elevate e per lunghi periodi di tempo può dare effetti collaterali. I più frequenti sono: osteoporosi, obesità, diabete, ipercolesterolemia, ipertensione, cataratta. Per questo motivo è bene ridurre al minimo la dose di mantenimento e se questo non è possibile è necessario associare al cortisone altri farmaci. -Esistono dei farmaci che possono essere associati al cortisone. Il tipo di farmaco da associare dipende dalla malattia che dobbiamo curare. Non conosco la medicina omeopatica, ma non la consiglierei per manifestazioni cliniche come quelle che lei mi ha descritto. -Non ci sono particolari consigli dietetici se non quello di seguire una dieta sana con pochi grassi e molta frutta e verdura. -Sulla base di quello che lei mi ha scritto non capisco perchè si debba riparare dai raggi solari. -La stanchezza è un sintomo che accompagna quasi tutte le malattie. Nella fase acuta è bene stare a riposo. Se poi la stanchezza persiste anche quando la fase acuta si è risolta allora bisogna intervenire in altro modo. -Esistono numerosi centri in Italia e all'estero che possono essere considerati all'avanguardia nel trattamento delle vasculiti e connettiviti. Ovviamente (come potrei dire diversamente!) il nostro centro è uno di questi, ma ne esitono altri e se mi fa sapere dove abita le posso suggerire quello più vicino al suo luogo di residenza.

Elisabetta: cos'è la connettivite indifferenziata approfondisci »

DOMANDA
La prego gentilmente se è possibile, avere notizie sulla connettivite indifferenziata. La ringrazio .

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Il termine "connettivite indifferenziata" è stato introdotto da poco tempo e quindi non mi meraviglia il fatto che tu non sia riuscita a trovare nulla su questo argomento. Vediamo un po' se riesco a spiegarti in poche righe che cosa si intende con questo termine. Le "connettiviti sistemiche" sono un gruppo di malattie caratterizzate da infiammazione del tessuto connettivo. Tale tessuto rappresenta una importante componente del corpo umano essendo largamente diffuso in tutti gli organi. La loro origine è autoimmunitaria e perciò nel sangue delle persone ammalate è possibile riscontrare alcuni autoanticorpi ed in particolare gli anticorpi antinucleo. Quindi si tratta di malattie autoimmuni che provocano infiammazione in vari organi(soprattutto articolazioni, pelle, muscoli, ma anche cuore, reni, polmoni,etc,) e per questo si definiscono "sistemiche". Le principali connettiviti sistemiche sono il lupus eritematoso sistemico, la sclerosi sistemica sclerodermia , la dermato-polimiosite e la sindrome di Sjögren primitiva. Le persone affette da queste malattie lamentano manifestazioni aspecifiche (comuni cioè a più malattie di questo gruppo) come ad esempio il fenomeno di Raynaud, i dolori articolari o l'artrite, etc. ed altre invece specifiche (cioè caratteristiche di una sola di queste malattie) come ad esempio l'eritema a farfalla per il LES, l'indurimento della pelle per la sclerodermia, etc. . La diagnosi di una di queste malattie è possibile solo in presenza di un numero minimo di queste manifestazioni. Il termine "connettivite indifferenziata" è stato recentemente introdotto per indicare una malattia caratterizzata da manifestazioni cliniche ed alterazioni degli esami del sangue tipiche delle connnettiviti sistemiche, ma presenti in numero e/o in combinazione tale da non consentire l'inquadramento in una delle connettiviti maggiori. Si tratta quindi di malattie generalmente più lievi delle connettiviti maggiori. Esse talvolta evolvono con il tempo verso le connettiviti maggiori o possono rimanere "indifferenziate" per sempre. Spero di essere stato sufficientemente chiaro. Se non capisci qualcosa riscrivimi.

Farmaci e connettivite mista approfondisci »

DOMANDA
Salve, ho 27 anni e da circa 3 mesi mi e' stata diagnosticata una connettivite (non meglio specificata) in fase iniziale. I sintomi sono: piastrinopenia, positività ad elevato titolo di ANA ed ENA, aumento di VES e vasculite cutanea. Ho cominciato una cura di Deltacortene 25mg a settembre, con 50 mg/di', dopo solo una settimana di cura le piastrine da 8.000 sono arrivate a 250.000, ho quindi gradualmente diminuito il cortisone fino ad arrivare ad una dose di 12,5 mg ogni tre giorni. Una settimana fa mi sono recata su consiglio dell'ematologo curante dal Prof. Aiuti, che mi ha prescritto 15mg di cortisone (Flantadin 30) al giorno e un nuovo farmaco, immunosoppressore, il Sandimmun Neoral 100mg, 2 compresse al giorno. Quando ho chiesto al mio medico di base di prescrivermi quest'ultimo farmaco, si e' rifiutato, visto che a suo dire ha effetti "devastanti" e lui non e' convinto della tesi di Aiuti. Psicologicamente questa cosa mi ha sconvolta: vorrei pertanto sapere quali sono questi effetti del Sandimmun e se potro' mai mettere fine a questa storia!

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Donatella, come prima cosa vorrei rassicurarti e dirti che non vi è nulla di sconvolgente e/o preoccupante nella storia clinica che mi hai raccontato e nell'assumere la terapia che ti ha consigliato l'ematologo a cui ti sei rivolta. La diagnosi che ti è stata formulata è di connettivite indifferenziata in fase iniziale. Il fatto che si tratti di una forma "indifferenziata" (cioè il quadro clinico non consente l'inquadramento in una connettivite maggiore) ed "iniziale" sono due caratteristiche cliniche che suggeriscono una buona evoluzione a patto che tu ti sottoponga con precisione ai controlli e segua le terapie che ti vengono consigliate. La terapia con ciclosporina (Sandimmun Neoral) alla dose di 3-4 mg/kg/die può essere impiegata nei casi come il tuo ed a questo dosaggio è generalmente ben tollerata. Nel periodo di assunzione bisogna tenere sotto controllo la pressione arteriosa e la funzionalità del rene. Se dovessero presentarsi ipertensione arteriosa o segni di tossicità renale sarà sufficiente sospendere subito il farmaco perché tutto ritorni come prima. Questi che ti ho nominato non sono gli unici effetti collaterali che si possono avere in corso di trattamento con ciclosporina, ma sono sicuramente i più importanti e quelli che richiedono controlli più accurati. Devi anche considerare che l'assunzione della ciclosporina ha il vantaggio di consentire una riduzione del dosaggio di cortisone e quindi minori effetti collaterali da parte di quest'ultimo farmaco. Per quanto riguarda la tua storia clinica l'unico dubbio riguarda la determinazione degli anticorpi antinucleo. Infatti, non è sufficiente sapere che gli anti-ENA sono presenti a titolo elevato, ma sarebbe opportuno sapere che tipo di anti-ENA è positivo. Infatti, questo dato consente un orientamento diagnostico più preciso.

Cure per la connettivite indifferenziata? approfondisci »

DOMANDA
Egregio dottore, mi è stata diagnosticata, nel settembre 1997, una "connettivite indifferenziata". Poiché non ho trovato da nessuna parte questo termine, le sarei grata se potesse spiegarmi le caratteristiche di questa malattia. In questi giorni, ho sentito parlare di un prodotto derivato dalla cartilagine dello squalo, di nome "Squalen" della ditta Cappellmgetti, che ha proprietà antiinfiammatorie: crede che possa integrare la mia attuale cura di 8mg. di Urbason e 1/2 al dì di Plaquenil?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Luisa, il termine "connettivite indifferenziata" è stato introdotto da poco tempo e quindi non mi meraviglia il fatto che tu non sia riuscita a trovare nulla su questo argomento. Vediamo un po' se riesco a spiegarti in poche righe che cosa si intende con questo termine. Le "connettiviti sistemiche" sono un gruppo di malattie caratterizzate da infiammazione del tessuto connettivo. Tale tessuto rappresenta una importante componente del corpo umano essendo largamente diffuso in tutti gli organi. La loro origine è autoimmunitaria e perciò nel sangue delle persone ammalate è possibile riscontrare alcuni autoanticorpi ed in particolare gli anticorpi antinucleo. Quindi si tratta di malattie autoimmuni che provocano infiammazione in vari organi (soprattutto articolazioni, pelle, muscoli, ma anche cuore, reni, polmoni, etc,) e per questo si definiscono "sistemiche". Le principali connettiviti sistemiche sono il lupus eritematoso sistemico, la sclerosi sistemica o sclerodermia , la dermato-polimiosite e la sindrome di Sjögren primitiva. Le persone affette da queste malattie lamentano manifestazioni aspecifiche (comuni cioè a più malattie di questo gruppo) come ad esempio il fenomeno di Raynaud, i dolori articolari o l'artrite, etc. ed altre invece specifiche (cioè caratteristiche di una sola di queste malattie) come ad esempio l'eritema a farfalla per il LES, l'indurimento della pelle per la sclerodermia, etc. . La diagnosi di una di queste malattie è possibile solo in presenza di un numero minimo di queste manifestazioni. Il termine "connettivite indifferenziata" è stato recentemente introdotto per indicare una malattia caratterizzata da manifestazioni cliniche ed alterazioni degli esami del sangue tipiche delle connnettiviti sistemiche, ma presenti in numero e/o in combinazione tale da non consentire l'inquadramento in una delle connettiviti maggiori. Si tratta quindi di malattie generalmente più lievi delle connettiviti maggiori. Esse talvolta evolvono con il tempo verso le connettiviti maggiori o possono rimanere "indifferenziate" per sempre. Spero di essere stato sufficientemente chiaro. Se non capisci qualcosa riscrivimi. Non credo che lo "Squalen" possa esserti utile.

Connettivite da curare in Puglia approfondisci »

DOMANDA
in quale centro specializzato si potrebbe curare la connettivite in italia o possibilmente in puglia?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Caro Stefano, in Puglia un buon centro potrebbe essere quello di Bari. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Malattia reumatica? approfondisci »

DOMANDA
Avendo VES 60 IGE totali 263 ANA: ANTICORPI ANTINUCLEO SIERO (substrato HEp-2) POSITIVO TITOLO 1:320 QUADRO I.F. MULTIPLE DOTS PROTEINA C REATTIVA 1,28 ng/ml immunoglobuline A 488 ng/ml TSH 3.16 mU/ml FT4 O.95 ng/dl FT3 2.95 pg/ml Ho i seguenti sintomi: orticaria diffusa febbricola astenia formicolio alle braccia dolori ai muscoli delle gambe SI PUò TRATTARE DI MALATTIA REUMATICA?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Raffaela, dalle informazioni che mi scrivi non si può stabilire con certezza se si tratta o meno di una malattia reumatica; anche se alcuni disturbi ed esami del sangue sono compatibili con essa. Un buon consiglio può essere quello di eseguire, se non è già stato fatto, il dosaggio di Anticorpi anti nucleo, anti nucleo specifici ed antifosfolipidi, CPK, Mioglobina ed Aldolasi. Con l'esito di questi esami puoi rivolgerti ad un reumatologo, che avrà così più elementi per poter escludere o confermare la tua ipotesi. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Sospensione della Clorochina approfondisci »

DOMANDA
Egr. Dott. DORIA,sono Roberta, connettivite indifferenziata da circa un anno in cura con CLOROCHINA 1 al di, sospesa il 01/12/2001 causa deposito della stessa nel fondo oculare. Alla visita di controllo odierna ( valori normali escluso ANA punteggiato 320 che un anno fa era 1280 e ultimamente, ad agosto era 80) mi e' stato detto di non assumere CLOROCHINA fino alla prossima visita di Giugno/Luglio dopo aver fatto nuovamente il controllo oculistico, eventualmente, in caso di dolori articolari, assumere CELEBREX 200. (attualmente accuso un leggero dolore muscolare e mi sento la testa un po' confusa!). Cosa comporta la sospensione della CLOROCHINA? Dottore, scusi lo sfogo, quali consigli puo' darmi in merito?. RingraziandoLa anticipatamente,saluti, Roberta.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Roberta, il deposito della clorochina a livello del fundus oculi è purtroppo un evemto che può capitare; ed è uno dei pochi casi che controindicano la prosecuzione del farmaco. Non è possibile tuttavia pevedere cosa succederà dopo la sua sospensione, anche se, mantenendo un buon monitoraggio (con visite reumatologiche ed esami del sangue eseguiti regolarmente) possono essere colti precocememnte e quindi tempestivamente trattati eventuali segni di riaccensione della malattia. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

connettivite e tiroidite approfondisci »

DOMANDA
Egregio dott. Doria, sono una giovane mamma (trentenne) che lo scorso febbraio in seguito ad un presunto episodio di T.I.A. ha scoperto di essere affetta da connettivite indifferenziata, deficit selettivo di igA, ipotiroidismo in seguito a tiroidite autoimmune. Gli accertamenti eseguiti davano i seguenti valori: - iper-y-globulinemia policlonale(23,3%); - TSH52,9 u/ml; - FT40,37ng//dlFT32,41pg/ml; - IgA<6mg/dl; - positiva la ricerca degli autoanticorpi anti nucleo, anti-RNPe, anti Sm del complesso ENA ed antiperossidasi; - negativa la ricerca degli autoanticorpi anti DNA nativo, anti tireoglobulina ed anti-cardiolipina. Si riscontrava inoltre un aumento delle IgG. Purtroppo non conosco molto di questa malattia. Cosa può averla scatenata ? Che decorso ha ? etc... Mi auguro lei possa darmi delle informazioni in merito. La ringrazio anticipatamente e le auguro Buon Anno. Cordiali saluti Barone Lissette

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Lisette, la connettivite è dovuta alla produzione, da parte del nostro organismo, di autoanticorpi (come testimoniato dalla positività per gli anticorpi anti nucleo) che scatenano un processo infiammatorio a carico del tessuto connettivo. Questa malattia, può associarsi ad un processo autoimmune a carico delle tiroide (tiroidite autoimmune, come è successo nel tuo caso) e/o anche a carico di altri organi. Non si sa purtroppo la causa di questa "autoaggressività", però si è visto che colpisce più di frequente le donne in età fertile. Vari studi hanno infatti dimostrato un ruolo degli ormoni sessuali nel facilitare la produzione di autoanticorpi. Vi sono poi altre ipotesi di cui quella infettiva sembra la più "quotata". Questi autoanicorpi sono spesso, ma non sempre, immunoglobuline IgG, che infatti nel tuo caso sono aumentate. La connettivite può dare vari disturbi: quelli più frequenti sono a carico delle articolazioni (dolori articolari-artrite), del pericardio, sottile strato di tessuto che sta attorno al cuore, (pericardite), pleura, tessuto che ricopre i polmoni (pleurite), reni (glomerulonefrite) e, in alcuni casi, i vasi cerebrali (con disturbi simili a quelli avuti da te). Generalmente si tratta di una malattia che, pur non guarendo spontaneamente, viene "fermata" dalle varie terapie di cui noi oggi disponiamo. Pertanto, una volta ottenuta la remissione con la terapia, sono necessari dei controlli medici in modo da poter cogliere in tempo le eventuali avvisaglie di ripresa della malattia. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Dolori alle articolazioni approfondisci »

DOMANDA
Salve dottore..Le scrivo,per chiederle qualcosa su mio fratello.In realtà,ho scoperto per caso il sito e,anche se ora non ho tutte le informazioni sufficienti,se lei mi darà almeno un indizio,gliele manderò con un'altra e-mail.Comunque,mio fratello soffre da un paio di anni di una malattia di cui non son ancora riusciti a trovarne la causa concreta..Non può fare sforzi perchè gli si gonfiano le articolazioni che usa,non può poggiarsi sulle ginocchia perchè gli fanno male proprio internamente,gli si gonfiano,si arrossa la parte,esce l'eritema...ed è sensibilissima(la parte colpita),al tatto..Altri sintomi possono essere disturbi all'apparato gastrointestinale che,sinceramente,non so se siano sintomi di lupus..Spero che qualcosa abbia compreso da questa lettera,ci tengo molto a trovare la causa di ciò anche perchè,io son molto sportiva e,vedere mio fratello che a 27 anni non può farsi un tiro a pallone,mi rattrista.Le manderò comunque,tutti i dati clinici degli esami..Intanto,spero di ricevere una sua risposta,anche se solo può sospettare di qualche altra malattia.La ringrazio.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Roberta, capisco l'ansia per tuo fratello. Effettivamente i dati che tu mi hai inviato sono pochi e non sufficienti per poter dare un risposta definitiva. I disturbi alle articolazioni, per come sono descritti, possono essere ricondotti ad una malattia infiammatoria; tale dato peraltro va confermato con delle analisi del sangue. Sarebbe poi utile definire con precisione la natura dei disturbi gastrointestinali (vomito?, diarrea?, sanguinamenti?) e dei disturbi cutanei (fotosensibilità? che tipo di eritema?). Se non sono già stati fatti, bisognerà eseguire un prelievo per aunticorpi anti nucleo, anti nucleo specifici ed anti fosfolipidi. Nella tua e-mail di "risposta", se sono stati eseguiti, invia il risultato dell'emocromo con formula, azotemia, creatininemia, AST, ALT, gGT, profilo proteico, VES, PCR, FR ed esame completo delle urine (possibilmente con il dosaggio delle proteine urinarie). Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

dolori articolari e stanchezza approfondisci »

DOMANDA
Sono una ragazza di 34 anni, da circa 1 mese accuso dolori alle articolazioni delle mani, dolori di schiena ( già operata di erniectomia circa 16 anni fa) con una sensazione di spossatezza e di stanchezza generale. Due settimane sono dovuta ricorrere al Pronto soccorso, dove eseguendo gli esami del sangue, urine ed ecografie addome superiore ed inferiore i medici non riscontrarono niente di evidente, anzi mi disse4ro che avevo degli esami perfetti. Volevo quindi chiedergli se è necessario ricorrere ad una visita specialistica reumatologica , o come dice il mio medico di famiglia lascia che passi da solo... Ah dimenticavo ho preso per qualche giorno bustine di Aulin con qualche leggereo miglioramento, ma appena smetto i dolori ricompaiono e sono abbastanza preoccupata, visto anche il mio forte desiderio di una futura gravidanza..

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Daniela, i dolori articolari possono indicare tante possibilità. E' possibile che questi disturbi regrediscano da soli. Tuttavia è utile cercare di vedere come evolvono i tuoi disturbi; se questi dovessero persistere credo che sia utile eseguire ancora degli esami del sangue (emocromo con formula, azotemia, creatininemia, AST, ALT, VES, PCR, FR, transaminasi, profilo proteico, delle urine ed il dosaggio degli autoanticorpi (anti nucleo, anti nucleo specifici ed antifosfolipidi). Con l'esito di questi puoi andare ad una visita reumatologica, presso il centro a te più vicino. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Fen di Raynaud ed anti centromero approfondisci »

DOMANDA
Ho già scritto tempo fa, ma non avevo ancora fatto esami approfonditi. Ho dolori articolare, ho il fenomeno di raynaud, dalla capillaroscopia diametro venulare 112 e arteriolare 162,sono presenti: disordine architettonico,tortuosità, microemorragie, ectasie,megacapillari, flusso ematico rallentato e granulare. dalle analisi sono presenti anti nucleo 1:2560 aspetto centromerico, CK 107,LDH 281, antilupus assente,c3 104 c431,anti tg 1 anti tpo 2 anti dna 2, dall'elettroforesi è alterata la gamma 11.1 la prego di dirmi che cosa ho? grazie

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Sabrina, i disturbi che hai associati all'esito degli accertamenti che mi hai inviato sono abbastanza indicativi di una connettivite. Non è possibile tuttavia al momento definire con certezza di che tipo si tratti, anche se probabolmente con il tempo si potrà fare una diagnosi più precisa. Nel frattempo, se non lo hai già fatto, rivolgiti ad un reumatologo per poter già intraprendere una blanda cura. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Febbre ed astenia approfondisci »

DOMANDA
Gentile Dottor Doria, dopo più di un anno di ricerche ed analisi varie, a mia mamma (68 anni) è stata diagnosticata una connettivite indifferenziata. E' da poco stata dimessa dall'Ospedale San Raffaele di Milano con una cura di Medrol e Plaquenil (dei quali però non conosco i dosaggi). Continua però ad avere febbre tra i 37,5 e 38° ed una forte astenia che le impediscono di avere una vita attiva come desidererebbe e come conduceva prima. E' possibile in qualche modo porvi rimedio? Tengo a precisare che comunque i fortissimi dolori articolari a cui andava soggetta sono quasi del tutto spariti e che nel complesso c'è stato un netto miglioramento. La ringrazio anticipatamente.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Marina, la febbre e l'astenia sono dei disturbi aspecifici, che però sono presenti nelle persone affette da connettivite. Il fatto che i dolori articolari sono spariti e che nel complesso la situazione sia in miglioramento è positivo perchè significa che la malattia risponde alla cura. Se però, al momento in cui ricevi la mia risposta (ahimè un po' in ritardo) tali diturbi persistono è utile che tu ti rivolga al reumatolgo che l'ha seguita in ospedale per vedere se è il caso o meno di aggiustare la terapia o di capire se vi sono altre cause che sostengono la febbre. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Anticardiolipina e LAC approfondisci »

DOMANDA
Gent. Dott. ho una conn. ind. sospetto les che curo con plaquenil 2 compresse al di e ora 8 mg di medrol. mi sono accorta che ogni tanto mi sale la temperatura a 37.2. lo fatto presente al mio reumatologo ma mi è parso non gli abbia dato grossa importanza...io invece credo che ne abbia...poi ho la presenze degli anticardiolipina, ma tra tutti gli analisi fatti non mi sono mai stati fatti il LAC, antitrombina..io credo che sia il caso..quali esami mi consiglia in proposito? inoltre esiste un altro tipo che non dia così tanti effetti collaterali come il medrol, soprattutto agli occhi (catarata) e al peso?? Grazie mille Stefania

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Stefania, gli anticorpi antifosfolipidi sono frequentemente positivi in presenza di una connettivite. Ma non tutte le persone che hanno la positività per gli anticorpi antifosfolipidi sviluppano dei disturbi legati a questi (trombosi, perdita fetale...). D'altra parte ritengo comunque che possa essere utile, per completezza, dosare anche il LAC. Per quanto riguarda il cortisone, quello che stai assumendo tu ha il vantaggio di provocare minor ritenzione idrica; per l'aumento di peso, devi cercare di regolarti con il cibo, evitando di mangiare troppi dolci cercando comunque di mangiare la stessa quantità e tipo di cibo che mangiavi prima di prendere il cortisone, perchè quest'ultimo può aumentare la sensazione di fame. Vi sono meno possibilità di prevenire la cataratta, se hai questo timore la cosa migliore dsa fare è quella di eseguire regolari visite oculistiche, cosa che del resto tu già fai per via del Plaquenil. Per la temperatura corporea, non mi preoccuperei troppo, tienila tuttavia sotto controllo e segnala le eventuali variazioni al tuo reumatololgo. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Dolori articolari e Vioxx approfondisci »

DOMANDA
Gentile Dott. Doria, innanzitutto le devo fare un caloroso complimento per come tiene la ribrica e come risposnde alle avrie domande. Soffro da 6 mesi circa di dolori articolari alle mani, piedi, polsi e spalle. ANA positivi 1:320 SSA positivi, VES lievemente positiva assieme a PCR. Sono in cura con Vioxx (che assumo da fine agosto) e con Plaquenil da circa 50 gg., ma ho ancora dolori. Guardando gli esami del sangue, per quello che ne posso capire, non ci sono valori fuori norma, eccetto le piastrine con valore 435. Volevo chiederle se è possibile fare una diagnosi il piu' precisa possibile, se il Plaquenil dovrebbe aver già fatto effetto e se potro' sperare di avere nel futuro una vita ancora normale (passeggiate in montagna non impegnative e comunque una vita senza dolori) Grazie per la risposta e un caro salut

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Marcella, i dolori articolari sono, con ogni probablità, legati ad una malattia denominata "connettivite" e quindi troveranno giovamento dall'idrossiclorochina (Plaquenil) che in genere è utilizzata in questi casi e necessita di 2-3 mesi per agire completamente. Non è possibile probabilmente fare una diagnosi più precisa in questo momento perchè, almeno da quanto mi scrivi, non vi sono elementi per poter "dare un nome alla connettivite". Probabilmente si tratta quindi di una connettivite "indifferenziata". Per questo periodo, se hai ancora dolori, puoi sostituire il Vioxx con una altro antiinfiammatorio. Se poi i dolori persistono ancora, puoi rivolgerti al tuo reumatologo per un eventuale aggiustamento della terapia. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

dolori alle piccole articolazioni approfondisci »

DOMANDA
Gent. Dott. Doria, da circa 6 mesi accuso dolori alle piccole articolazioni delle mani e dei piedi, soprattutto al mattino o quando resto molto ferma. Nessun altro sintomo particolare. Gli esami prescritti dal medico sono tutti nella norma ad esclusiione di VES, leggerissimamente positiva, ANA 1:320, SSA +, tutti gli altri anticorpi AntiDna, Sm ecc. negativi. Sono in cura con Plaquenil da circa 1 mese e 10 giorni e Vioxx che prendo da circa 3 mesi. Al momento non vedo miglioramenti! Il reumatologo mi ha detto di non poter fare una diagmosi certa e mi ha detto che le due positività /ANA ed SSA) possono essere poco significative. Lei cosa ne dice? Puo' essere artrite reumatoide o LES o altro. Grazie di cuore e complimenti per la rubrica. Marta

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Marta, ti ringrazio per i complimenti alla rubrica che sono sempre un utile stimolo a proseguire. Gli anticorpi di cui mi hai scritto si rilevano di frequente in molte malattie del connettivo (connettiviti), che peraltro possono provocare disturbi alle articolazioni simili a quelli da te descritti. Tuttavia, nel tuo caso, gli elementi per poter identificare con certezza il tipo di connettivite sono troppo pochi, anche perchè, con ogni probabilità, si tratta di una forma lieve. Per i dolori, se vedi che il Vioxx non ti aiuta, poi sostituirlo con un altro antiinfiammatorio, magari proteggendo lo stomaco, in attesa che il Plaquenil entri definitivamente in funzione (ci vogliono circa due mesi). Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Dove curarsi approfondisci »

DOMANDA
Sono affetta, probabilmente, da connettivite indifferenziata. Abitando a Lucca, quale centro mi consiglia per continuare a curare questa patologia? Grazie.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Alda, in Toscana vi sono vari centri in grado di curare la connettivite indifferenziata, puoi tranquillamente rivolgerti ad un reumatologo della tua città o, se vuoi, anche al centro dell'Ospedale di Pisa. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Gravidanza e autoimmunità approfondisci »

DOMANDA
egregio dottore,circa dieci mesi fa mi si è manifestato il fenomeno di raynaud.ho fatto diverse indagini da cui è emerso soltanto capillaroscopia compatibile al fenomeno e ana positivi (+++ al primo e al secondo prelievo dopo 4 settimane dal primo)tutti gli altri esami che si precrivono in genere sono risultati negativi al primo e al secondo prelievo.mi è stata fatta diagnosi di connettivite indifferenziata con terspia trental da 600 2 cps al di e cortisone 5 mg a giorni alterni.considerato che avrei dovuto cominciare la terapia con l'arrivo del freddo mi chiedo se questa può interferire con un tentativo di gravidanza considerando che ho una pregressa abortività.(gli anticardiolipina e gli antifosfolipidi ripetuti 8 volte negli ultimi 4 anni sono sempre risultati negativi).mi saprebbe consigliare un centro dove sono seguite le gravidanze di persone affette da patologie autoimmuni in italia. grazie

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Grazia, oltre al centro dove opero io, conosco altri centri dove sono seguite gravidanze nelle donne con malattie autoimmuni. Due di questi potrebbero essere quello di Brescia e quello di Milano (Osp. Niguarda). Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

LES e VES normale approfondisci »

DOMANDA
Mi sono state formulate varie ipotesi di diagnosi xchè mi è stato detto che i sintomi non hanno un'effettiva corrispondenza dal punto di vista sierologico. Ho le nocche delle mani nere e gonfie, eritema palpebrale, disfunzione di una ghiandola salivare, secchezza e fitte all'occhio destro, dolori alle ossa e muscolari.le ultime analisi hanno evidenziato solo ana ++ e valori alti di creatinina.Ho preso anche la ciclosporina x 2 mesi per una sospetta artrite reumatoide ed effettuato una biopsia dal risultato neg. su una macchia nera sul collo. E' dunque possibile escludere il les non avendo i valori della ves alta? grazie x la disponibilità.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Carolina, la VES non è sufficiente per confermare o escludere una diagnosi di LES. I tuoi disturbi possono essere compatibili con una malattia reumatica sistemica (connettivite) che provoca un'infiammazione dei muscoli e della pelle, chiamata dermatomiosite. Per confermare tale ipotesi, prima di rivolgerti presso un reumatologo, puoi eseguire anche il dosaggio ematico di CPK, Mioglobina ed Aldolasi, ovviamente se non già fatti. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Aumento del titolo anticorpale approfondisci »

DOMANDA
Gentile dottore a mia madre (68 anni) nel 1997 è stata diagnosticata una connettivite indifferenziata(ANA 1:160) con cardiomiopatia dilatativa, fibrosi polmonare, psoriasi: Terapia (urbason 4mg 1cp- nitroder TTS5 1/2 cerotto al di capoten 25 mg 1/2 al di-sintrom 4 mg 1/2 cp al di) Nell'ultimo controllo gli ANA sono 1:640(Pattern punteggiato).Ciò significa che la malattia sta progredendo? A Roma in quale centro posso farla seguire? La ringrazio infinitamente

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Maria Rosa, il dosaggio degli anticorpi anti nucleo è importante sia per la diagnosi che per il monitoraggio della malattia; ma un dato altrettanto, se non più, importante è l'insieme dei disturbi che il malato lamenta. Sono spesso questi ultimi, in ultima analisi, che ci guidano nelle nostre decisioni terapeutiche e ci dicono se la malattia va bene o si sta "risvegliando"; pur tenendo in debita considerazione gli esami del sangue e gli autoanticorpi, che nel caso specifico vanno controllati nel tempo magari affidandosi ad un centro reumatologico come per esempio quello che opera presso il Policlinico di Roma. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

E' possibile avere una diagnosi precisa? approfondisci »

DOMANDA
Scrivo da Udine. Cercando informazioni sull'esame "autoanticorpi" ho visitato il vostro sito. Questo esame è stato prescritto a mia madre in seguito a vari disturbi per i quali non si è mai pervenuti ad una precisa diagnosi e pertanto nemmeno ad una cura. Mia madre ha 68 anni e in questo momento lamenta: dolori articolari diffusi, tiroide normofunzionante ma che all'esame ecografico presenta discreto numero di formazioni nodulari (alcune di queste appaiono disomogenee sia per la presenza di aree colloidali che per la presenza di minute calcificazioni al loro interno), insonnia trattata con En gocce, acufeni bilaterali, vertigini ed extrasistoli. Questi sintomi sopra descritti sono presenti da diversi anni. Recentemente sono comparsi: fibrillazione atriale risoltasi nell'arco di 72 ore, pelle secca con prurito diffuso, in particolare gli arti inferiori presentano eczema da stasi con forte prurito e piccoli punti rossi (2mm) che si attenuano a seguito trattamento con Flubason crema, palpebre sempre arrossate, ripetute infiammazioni tonsillari febbrili e non. E' stato proprio in seguito a queste ultime manifestazioni che le è stato prescritto l'esame degli autoanticorpi. I più recenti esami del sangue hanno dato i seguenti risultati: esame emocromocitometrico: eritrociti 3.890.000; ematocrito 35.3%; contenuto medio 31.6; rimanenti dati nella norma; formula leucocitaria: tutti i dati nella norma; tipizzazione linfocitaria su sangue periferico: 4 dati tutti nella norma; proteine sieriche: S-IgM 237, S-IgA e S-IgG nella norma; proteina C reattiva: 4.97; anticorpi antitireoglobulina U/ml 152.00; CEA 1.50; AFP <2.0; elettroforesi proteica: nella norma; anticorpi antinucleo (su cellule HEp2): positivi 1:1280 morfologia centromerico (risultato confermato da una seconda analisi); anti-DNA (Elisa): positivi (la positività per anticorpi anti-dsDNA non correla con il pattern di positività antinucleare, probabile presenza di anticorpi anti DNA a singola elica o anticorpi a bassa affinità); anti-ENA (Elisa) negativa. Alla luce di quanto sopra è possibile pervenire ad una diagnosi precisa? Potreste indicarmi eventualmente qualche specialista a cui rivolgermi in Friuli-Venezia Giulia? Congratulandomi per la vostra utile iniziativa Vi ringrazio e vi saluto cordialmente.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Antonella, il quadro clinico che mi hai descritto è piuttosto complesso ed alcuni esami che hai riportato, nonostante il tuo sforzo (lo immagino!), non sono completamente chiari. Comunque le osservazioni che posso fare sono le seguenti: - la positività degli anticorpi antinucleo è a titolo significativo e accompagnata dalla positività di antinucleo specifici: anticorpi anticentromero. Queste alterazioni sono suggestive per una forma di sclerodermia. - Alcuni dei disturbi che mi hai descritto potrebbero far parte del quadro della sclerodermia: pelle secca con prurito diffuso, alterazioni del ritmo del cuore e dolori articolari. Altri disturbi non mi sembra possano avere relazione con questa ipotesi diagnostica. - Perché questa ipotesi possa essere avvalorata dovrebbero essere presenti alcuni altri disturbi ed in particolare: pelle dura sulle dita delle mani e/o dei piedi ed il fenomeno di Raynaud (dita delle mani bianche dopo esposizione al freddo). Come vedi si tratta di un quadro piuttosto complesso. Ad Udine potrai rivolgerti al Dott. S. Pirrone, Ospedale Civile, o al Dott. G.F. Ferracioli, Policlinico Universitario. Sperando di esserti stato in qualche modo utile, resto a tua disposizione per ogni ulteriore chiarimento, cordiali saluti, Dott. Andrea Doria

Connettivite e gravidanza approfondisci »

DOMANDA
Salve Dottore,sono una ragazza di 20 anni e da circa un anno, in seguito a due ricoveri e moltissimi esami mi è stata diagnosticata l'artrite reumatoide.Qualche giorno fa però la diagnosi è mutata in connettivite (mi hanno detto che non si ancora di che tipo sia). Come terapia mi hanno prescritto il plaquenil, 2 al dì. La mia preoccupazione, essendo molto giovane, è se queste medicine possono dare effetti sul feto in una ipotetica futura gravidanza, e se potrò mai avere figli sani. La ringrazio infinitamente. Rosso Silvia

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Silvia, non vi sono evidenze scientifiche che l'artrite reumatoide o le connettiviti, di per se stesse, possano produrre delle malformazioni al feto. Anche l'idrossiclorochina è considerata a basso rischio teratogeno e viene assunta da molte pazienti, soprattutto affette da connettivite, senza particolari problemi durate la gravidanza. Va tuttavia ricordato che la gestazione ha un effetto peggiorativo sulla connettivite. Questo effetto però, è tanto più probabile tanto più è attiva la malattia al momento del concepimento. Nelle pazienti affette da connettivite la gravidanza va infatti consigliata in un momento in cui la malattia sia in fase di remissione stabile da almeno sei mesi e, ovviamente, non vengano assunti farmaci potenzialmente teratogeni. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite indifferenziata in assistente di volo approfondisci »

DOMANDA
gentile dottore, mi è stata diagnosticata una connettivite indifferenziata;sono un'assistente di volo, vorrei sapere che rischi comporta svolgere il mio lavoro per l'evolversi della malattia,tenendo conto che mi curo con il flantadin 6 grammi. plaquenil e losec. grazie

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Cecilia, per quanto è possibile prevedere, il tuo lavoro, al di là di un compresibile stress dovuto probabilmente ad una vita disordinata, non provoca particolari rischi riguardo alla tua malattia, nè la terapia che stai attualmente assumendo comporta particolari problemi nel tuo caso. Come sai vi è sempre una quota di rischio che la connettivite indifferenziata possa evolvere in una qualche connettivite "definita" (come LES, sclerodermia, polimiosite, connettivite Mista, sindrome di Sjogren), tale rischio tuttavia viene ridotto al minimo possibile dalla terapia che stai assumendo. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Stile di vita, freddo e connettivite approfondisci »

DOMANDA
vorrei sapere quanto incide sulla connettivite indifferenziata uno stile di vita disordinato,un'alimentazione ipocalorica nonostante la presenza di un leggero sottopeso.inoltre vorrei sapere se una eccessiva esposizione al freddo puo' peggiorare la mia connettivite.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Natalia, uno stile di vita disordinato ed un'alimentazione ipocalorica non sono raccomadabili nemmeno per una persona sana, figuriamoci per chi è affetto da connettivite. Una conduzione di vita del genere infatti rischia di togliere energie ad un organismo già indebolito da una malattia cronica. Anche l'esposizione al freddo può logorare l'organismo, in particolare predispone alle infezioni, evento sicuramente rischioso in un ammalato di connettivite. Inoltre può peggiorare un'eventuale fenomeno di Raynaud favorendo la formazione di lesioni ischemiche alle estremità. La terapia della connettiviti infatti, oltre all'assunzione di farmaci si basa anche su norme comportamentali, tra cui l'osservare un adeguato riposo, soprattutto articolare, evitare esposizione al freddo, assumere pasti regolari e normocalorici ed astenersi, per quanto possibile da stress, specie se inutili. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Positività Fattore Rumatoide approfondisci »

DOMANDA
Gentile Dott. Doria, le ho già posto una domanda sulla colchicina; comunque le ricordo che soffro di connettivite indifferenziata dal 1997. Oggi ho ritirato i risultati delle analisi e mi sono ritrovato con il Reumatest a 227! E' la prima volta che riscontro questo valore; il massimo é stato 90...Inoltre Ab anti nucleo é risultato positivo. Mi devo preoccupare? La ringrazio anticipatamente e le porgo cordiali saluti

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Anna, il riscontro della positività del Fattore Reumatoide (o Reumatest) in pazienti affetti da connettivite indifferenziata non ci sorprende, come non sorprende il fatto che il titolo di questo possa variare nel tempo, magari aumentando in modo modesto come nel tuo caso. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Dolore tipico della connettivite? approfondisci »

DOMANDA
buongiorno caro Dottore ho gia scritto in passato(artrite gomito) nel 2002 mi hanno diagnosticato conn indiferenziata ad oggi dopo alcune fasi di remissione ho gli ana a 200 quadropunteggiato gli altri valori sono tornati a posto la sintomatologia pero' si e' aggrava quando la reumatologa mi fa sospendere il plaquenil: secchezza occhi bocca, broncospasmo,difficolta' a deglutire, eritemi dolore e gonfiore al gomito,capillari gambe in evidente aumento, e ultimamente dolore alla rachide cervicale e sovraspinato tipo torcicollo. Volevo sapere se quest'ultimo dolore che mi blocca i movimenti del collo e' da ritenersi tipico della connettivite indiferenziata La ringrazio in anticipo per la sua sempre puntuale risposta

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Deborah, il dolore al rachide cervicale non è tipico della connettivite. Potrebbe essere dovuto ad una contrattura della muscolatura paracervicale. Mi domando comunque il motivo per cui tu non prendi continuativamente il Plaquenil, si tratta in fondo di una medicina ben tollerata e con pochi effetti collaterali nella stragrande maggioranza dei casi, anche in pazienti che la assumono per lunghi periodi. Ovviamente sono necessarie le visite oculistiche regolari. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

artralgie approfondisci »

DOMANDA
buonasera, cortesemente vorrei un consiglio, in seguito a delle macchie sul viso e dolori alle ossa, mi hanno fatto dei day hospital , queste le risposte..ana presenti1.80, iga212igg1,255 igm,120,ves 15,amilasemia 136, c3 0'964,c40,205 lieve anemia visita oculistica test di scrimer, positivo d/s/, fotodiagnostica alla pelle dopo irradiazione con uva intenso eritema accompagnata da prurito, una fotosensibilita' a lunghezze d'onde, scintigrafia ossea, modico iperaccumulo del radiocomposto, da riferire a patologia osteoarticolare benigna, be ' non vado avanti mi hanno dato una cura per tre mesi, le anlisi che ho rifatto sono anapresente 1.160, iga 350,igg1.178 igm 120,c3119, c4 22 , ves 22 formula leucocitaria eosofili 8 basofili 2 monociti 8 linfociti 29 , sempre lieve anemia finale mi sembra che sono peggiorata? la diagnosi della prima uscita dell'ospedale e 'stata atralgia in soggetto con lieve alterazione degli indici immunitari da seguire nel tempo, le seconde analisi che le ho scritto le ho fatto dopo tre mesi adesso tra 15 giorni dovrei ritornare a visita, ma lei cosa ne pensa io mi sento peggio di prima , grazie mille , da premettere che per cura mi hanno dato transmenil500 ed io lo fatto scrupolosamente , ma mi ha portato piu' danni?cosa mi consiglia, anche tenedo presente che non sono proprio seguita , magari di cambiare dottore come gia' mi e' stato suggerito, grazie attendo una sua ...

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Carmela, il tuo è un quadro clinico che va effettivamente seguito nel tempo. Dagli elementi che hai inviato non è possibile sbilanciarsi in una diagnosi precisa. E possibile che si tratti di una malattia reumatica, in ogni caso comunque in una forma molto blanda e iniziale. Il consiglio che posso darti è quello di rivolgerti ad un reumatologo di cui hai fiducia e farti seguire da lui nel tempo.. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite indiffierenziata e connettivite mista approfondisci »

DOMANDA
vorrei informazioni sulla connettivite indifferenziata mista visto che mi è stata diagnosticata quattro anni fà

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Tania, non esiste la connettivite indifferenziata mista! Esiste la connettivite mista (Sindrome di Sharp) e la connettivite indifferenziata. Si tratta di due malattie ben distinte e diverse, sebbene in passato si era portati a considerarle alla stessa stregua. In sistesi, la connettivite indifferenziata è una malattia caratterizzata dai sintomi, i segni ed alterazioni di laboratorio sigesstive per una connettivite (ivi compresa la positività degli anticorpi anti nucleo) senza che questi siano in numero sufficiente per portare alla diagnsoi di connettivite "differenziata" (come LES, sclerodermia, polimiosite ecc.). La connettivite mista è invece una malattia caratterizzata da disturbi caratteristici di tre connettiviti: il LES, la sclerodermia e la polimiosite e dalla positività dell'anticorpo anti-RNP. Come vedi si tratta di due malattie ben distinte che peraltro, per definizione, non possono cosesitere in uno stesso soggetto! Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Spondiloartrite o connettivite? approfondisci »

DOMANDA
Nel settembre del 1997 sono stata ricoverata presso la Reumatologia dell'Arcispedale S.Anna di Ferrara per dolori articolari molto forti (zona lombare e sternale) ed emorragie intestinali. Dopo i vari esami sono stata dimessa con una diagnosi dubbia tra spondiloartrite sieronegativa secondaria a malattia infiammatoria intestinale e connettivite indifferenziata. Devo dire che non sono mai riuscita a chiarire se la mia reumatologa mi considera affetta da entrambe le malattie o da una sola! Ha, comunque, nella relazione per la richiesta dell'invalidità, fatto riferimento solo alla diagnosi di spondiloartrite. Ultimamente (dopo gravidanza e allattamento) i dolori articolari (colonna, anche, spalle, gabbia toracica e, ogni tanto, polsi e caviglie) sono aumentati in maniera davvero preouccupante, tanto da impedirmi una vita normale. Ho spesso difficoltà respiratorie (i polmoni sono a posto!) e fastidiose tachicardie che mi danno affanno (ho un prolasso mitralico di grado medio). Inoltre (e chiudo!) ho notato la tendenza di una parte del viso (intorno agli occhi, fino sulle tempie) ad arrossarsi e a....scaldarsi, più o meno lievemente, se stimolata (da esposizione sole, uso di creme, alimenti..) . Il mio quesito è: in base agli sviluppi si può fare una diagnosi più precisa (considerando che l'unica alterazione ematologica riguarda gli anti-nucleo oscillanti tra 1/80 e 1/320)? Grazie infinite per la pazienza! Cordiali saluti.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Paola, non è semplice quanto chiedi. Infatti alcuni elementi propendono per una malattia, altri per l'altra ed altri ancora sono comuni. Il dolore in zona lombare e sternale è abbastanza tipico della spondiloartrite (dovuto ad infiammazione delle sacroiliache e dello sterno), che spesso può associarsi ad una malattia infiammatoria intestinale. E' tipica della connettivite la positività degli anticorpi anti nucleo, anche se, per la verità, si tratta di un titolo non elevato. In entrambe la malattie vi è la possibilità di una riacutizzazione dopo la gravidanza e la comparsa di dolori articolari a carico di articolazioni periferiche (come polsi e caviglie). Come vedi, basandomi su quanto scrivi, non posso sbilanciarmi con una diagnsoi più precisa. In ogni caso è importante che tu sia seguita da un rematologo, che potrà così cogliere eventuali modificazioni del quandro clinico. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Prestazioni gratuite approfondisci »

DOMANDA
sono una signora affetta da connettivite indifferenziata da qualche mese. Ho già avuto contatto con una reumatologa del San Raffaele di Milano e mi ha prescritto il Plaquenil per sei mesi. Inoltre, mi ha consigliato una visita oculistica completa di test di Shirmer per sospetta Sindrome di Sjogren. Attualmente avrei bisogno di una visita cardiologica con relativo ECG per problemi di frequenti aritmie. A quali prestazioni avrei diritto gratuitamente?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Maria, la connettivite indifferenziata è consierata "malattia rara" e quindi chi ne è affetto ha diritto gratuitamente, oltre alla visita reumatologica, a tutte quelle prestazioni sanitarie ritenute dal curante/reumatologo necessarie per il monitoraggio e la cura della malattia stessa. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite indifferenziata: potrebbe diventare un LES? approfondisci »

DOMANDA
Ho 26 anni e mi è stata diagnosticata una connettivite indifferenziata in base alla presenza di eritemaa farfalla sul volto,astenia, febbricola,ana pos++,epilessia tipo piccolo male e artralgie fugaci.Quanto è grave lo stadio della mia malattia;potrebbe differenziarsi in unles?Da un anno assumo cortisone eidrossiclorochina.Grazie.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Marianna, la tua è una domanda che si pongono molti ricercatori. Dai pochi studi effettuati si è visto che la connettivite indifferenziata può evolvere verso una connettivite "maggiore" (come per esempio il LES) ed in genere ciò avviene entro i primi 3-5 anni dall'esordio della malattia. Non è facile, in questa sede, stabilire lo "stadio" della malattia, in particolare va ben chiarito se l'epilessia è da ricollegare o meno alla connettivite. Se così fosse il quadro andrà monitorato regolamente anche con l'ausilio di un neurologo. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Attività fisica ed artrite approfondisci »

DOMANDA
Gentilissimo Dottore, mi hanno dignosticato dal 1994 GASTRITE CRONICA IPOCHILICA AUTOIMMUNE ipergastrinemica. Successivamente comparsa manifestazione di tipo artritico con tunefazione delle strutture pararticolai delle mani e dei polsi. Nel luglio 2001 mi è stata diagnosticata CONNETTIVITE INDIFFERENZIATA. Terapia: 2 pastiglie Plaquenil al giorno e al bisogno punture di Urbason. I dolori a volte diventano molto forti (avverto sensazione di tipo influenzale). Essendo robusta, sono a chiederLe se e quale attività fisica posso svolgere in quanto vorrei muovermi un po', in quanto sono una persona molto attiva. Posseggo in casa una cyclette elettrica che usandola mi procura dolori alle gambe come le camminate. Devo persistere e continuare anche se sento dolori o dovrei evitare di sforzare i muscoli? Mi consiglia attività diverse? attendo una cortese risposta. La ringrazio. Marzia (Modena)

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Marzia, durante gli episodi di flogosi articolare è consigliato il riposo delle articolazioni. L'attività fisica, senza il sovraccarico delle articolazioni, va bene una volta risolta l'infiammazione articolare, ma non dovrebbe provocare dolori articolari dopo essere stata eseguita. Inoltre, se non l'hai già fatto, ti consiglio di eseguire un dosaggio di CPK, aldolasi e mioglobina per escludere che i dolori muscolari che riferisci siano dovuti ad un'infiammazione dei muscoli. In caso affermativo il riposo sarebbe ancora più necessario. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Si guarisce dalla connettivite indifferenziata? approfondisci »

DOMANDA
Spett. Dr. Andrea Doria, alla mia ragazza è stata diagnosticata all'incirca due anni fà (e devo dire con buona tempestività) una connettivite indifferenziata. Attualmente Elena è in cura presso il reparto di reumatologia del Policlinico di Modena, che le ha prescritto inizialmente l'assunzione di un antimalarico e di idrossiclorichina. Trascorso un anno dall'inizio della cura ai successivi esami è risultata negativa, tanto che i medici le hanno prescritto inizialmente una riduzione nell'assunzionde dei farmaci e successivamente la sospensione. La settimana scorsa però all'atto dei nuovi esami la positività è stata riscontrata nuovamente, così che ha dovuto iniziare di nuovo con l'assunzione di tali farmaci. Stantela la premessa volevo chiederLe se da tale patologia è possibile guarire a titolo definitivo o se è solo questione di tempo ma prima o poi questa si manifesta nuovamente. La ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrà concedere ad una eventuale risposta.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Caro Diego, la remissione spontanea dei sintomi e la negativizzazione stabile degli esami (in particolare degli anticorpi) nella connettivite indifferenziata è possibile e contemplata, ma capita di rado. E' invece più probabile che la malattia venga ben controllata dalla terapia (come per esempio l'idrossiclorochina che la tua ragazza ha già assunto con beneficio) e, pur restando una positività autoanticorpale, rimanga stabile nel tempo. In questi casi, oltre alla terapia, sono richiesti controlli clinici semestrali per tenere sotto controllo la malattia. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

La connettivite indifferenziata è invalidante? approfondisci »

DOMANDA
mi hanno diagnosticato una connettivite indifferenziata, vorrei sapere se è una malattia considereta invalidante, e se in che percentuale?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Maria, generalmente la connettivite indifferenziata comporta disturbi di lieve entità e controllabili con terpie poco aggressive, quindi non particolarmente invalidanti. In quest'ottica la malattia di per sè non viene considerata "invalidante" nel senso medico del termine. Ciò non significa, comunque, che dal punto di vista burocratico, non sia possa ottenere l'invalidità civile, producendo adeguata documentazione. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Dolori all'arto superiore sinistro approfondisci »

DOMANDA
Ch.mo Dr. Doria, da alcuni mesi sono sffetta da disturbi a carico dell'arto superiore sinistro, in particolare dolore, gonfiore, sensazione di freddo all'arto stesso. Inoltre avverto dolori agli alluci in particolare il sinistro. Dagli esami prescritti ed eseguiti non sono state evidenziate patologie di tipo articolare. Recentemente ho sentito parlare di "connettivite indifferenziata" quale possibile causa dei disturbi. Le sarei grata se mi potesse brevemente descrivere la malattia, il tipo di test da eseguire e le eventuali terapie. Cordialità.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Maria, non è facile sintetizzare in poche righe quello che i ricercatori hanno ipiegato anni per definire. Si tratta di una malattia che ha le caratteritiche della connettivite, me che non provoca disturbi tali (per tipo ed entità) da poter essere annoverata tra le connettiviti "differenziate" come il LES, la connettivite Mista, la sclerodermia, la S. di Sjogren, la dermatomiosite. I dolori muscolari e/o articolari possono rientrare tra quelli provocati da questo tipo di connettivite. Per la diagnosi l'esame principale è il dosaggio degli anticorpi anti-nucleo, anti-nucleo specifici ed antifopsfolipidi. La terapia generalmente si basa su piccole dosi di cortisone e l'idrossiclorochina. Ovviamente non è possibile in questa sede stabilire se i tuoi disturbi siano imputabili o meno ad un'eventuale connettivite. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Mamma con connettivite indifferenziata approfondisci »

DOMANDA
Mia mamma, che ha 69 anni, è affetta da tempo da connettivite indifferenziata. Ha avuto anche un'ischemia cerebrale e da quache mese non è più molto lucida mentalmente, non ricorda, ha lo sguardo assente e grosse difficoltà a camminare (altezza 1,65, peso 82 ha preso tantissimi chili). La stanno curando a caso: cortisone, psicofarmaci ecc. Cosa deve fare? Esistono centri specializzati? Io sono di Cuneo ma lavoro a Brescia. grazie mille

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Annunziata, in questi casi è importante cercare di capire se l'ischemia che tua madre ha avuto è dovuta ad aterosclerosi o ad un'infiammazione dei vasi del cervello (vasculite). Per farlo bisogna eseguire un'angio-RMN cerebrale. La terpia infatti cambierebbe, se si confermasse la seconda ipotesi allora vi sarebbe ragione di somministrare a tua madre il cortisone, nel caso si confermasse la prima ipotesi, questo andrebbe quanto più possibile ridotto. Inoltre ritengo utile che tua madre sia seguita da un neurologo. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria P.S. A Brescia esiste un centro reumatologico

Ho la connettivite? approfondisci »

DOMANDA
gentile dottore,da poco mi hanno diagnosticato una >connettivite indifferenziata.Tutto è iniziato con un episclerite e il >mio oculista mi ha consigliato di fare degli accertamenti.Risultati >ana 1:160 e asma + pcr e ves leggermente alte.La diagnosi del >reumatologo è stata connettivite indifferenziata ma io non ho nessun >sintomo particolare tranne qualche piccolo dolore muscolare .Mi ha >dato degli antifiammatori e mi ha vietato il mare e ha detto che devo >cercare di non stancarmi e non ammalarmi .Io non sono molto convinta >di questa diagnosi e neanche il mio medico curante che mi ha >consigliato di condurre la mia vita normalmente.Il medico curante >sostiene che può capitare di avere anticorpi alti e non sviluppare >nessuna patologia.Non So Che Fare Sono Molto preoccupata.Datemi >qualche consiglio. >RITA

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Rita, effettivamente nelle donne è possibile che vi sia una positività degli anticorpi anti-nucleo senza che questi abbiano un significato clinico particolare. Nel tuo caso il titolo 1/160 sarebbe ai limiti inferiori per poter essere significativo e quindi preso in considerazione. Tuttavia le lievi algie muscolari e l'episclerite possono essere dei disturbi legati ad un'eventuale connettivite. Potrebbe quindi trattarsi di una forma iniziale, quindi lieve e tale da non rischiedere grosse terapie e che, per il momento, non dovrebbe limitarti nella vita quotidiana in modo eccessivo. Il quadro sierologico dovrà essere monitorato nel tempo, in particolare bisognerà verificare se il titolo degli autoanticorpi sale e se compaiono degli anticorpi specifici. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Dolori articolari, cosa fare? approfondisci »

DOMANDA
sto curando un ipotiroidismo ed una connettivite indifferenziata ormai da due anni tuttavia non ho avuto miglioramenti alle articoazioni che continuano a dolermi sopratutto le mani faccio fatica ad aprire le bottiglie dell'acqua.rimedio?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Lissette, le possibilità sono due. Nel primo caso la terapia non è sufficiente a controllare i sintomi e quindi va potenziata. Spesso gli esami ematochimici svelano un certo grado di attività della malattia. Nel secondo caso, il più frequente in genere, è possibile che tu sovraccarichi le tue articolazioni, cioè le utilizzi "sforzandole". Devi infatti tenere conto che le tue articolazioni ed i tuoi tendini sono più delicati e possono infiammarsi più facilmente se sottoposti a stress. La cura in questo caso è semplicemente quella di non sovraccaricare le articolazioni. Per trovare rimedio devi quindi valutare, assieme al tuo reumatologo, queste due possibilità. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Posso avere una gravidanza? approfondisci »

DOMANDA
gentilissimo dott.DORIA ho 37 anni.A 35 anni ho avuto il mio primo figlio, dopo circa 1 anno ho cominciato a soffrire di dolori articolari e solo dopo 5 mesi mi è stata diagnosticata un C.indifferenziata. Il reumatologo mi ha prescritto plaquenil 1 cpr 2volte al dì e medrol 8mg al dì la prima settimana sino a 2mg di mantenimento.Dopo circa 6 mesi di terapia il medrol lo assumevo solo all'occorrenza ma continuavo il plaquenil.Dopo 1 anno dall'inizio della cura i valori seppur positivi si sono abbassati.Quindi daccordo con il reumatologo ho sospeso la terapia perchè vorrei intraprendere una gravidanza.Ma, purtroppo dopo 2 mesi di sospensione sono ricomparsi i dolori(sopratutto nei periodi di ovulazione) e ho dovuto fare ricorso saltuariamente a 2mg di medrol poichè non sortivo benefici dall'assunzione di Aulin. Quanto sopra crea problemi al mio tentativo di gravidanza? e in caso in cui intraprendo una gravidanza come posso fare scontro ad eventuali dolori articolari che si potrebbero presentare? Ora dovrei rifare i controlli ematici trimestrali. P.s. A 13 anni ho avuto la peliosi reumatica e a 16 ho subito una tonsillectomia;ha attinenza con l'attuale malattia? cordiali saluti

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Consuelo, l'assunzione di dosi così basse di cortisone non da problemi per una eventuale gravidanza. Se necessario, la dose di cortisone può essere aumentata anche fino a 8 mg/die (o 10 mg di prednisone) senza incorrere in particolari rischi per il feto. La placenta infatti ha un enzima che consente di "inattivare" il cortisone che passa dalla madre al feto. Va inoltre tenuto presente che anche il Plaquenil è considerato a basso rischio teratogeno; vi sono infatti molte donne affette da connettivite che lo assumono durante la gravidanza senza problemi. Per ultimo ti consiglio, durante la gravidanza, di utilizzare come analgesico il paracetamolo piuttosto che i FANS. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Dolori articolari senza alcun danno alle ossa approfondisci »

DOMANDA
Salve! Le ho scritto diverse volte ma invano. Mi rendo conto però che le precedenti domande erano troppo generiche e caotiche, perciò stavolta mi limiterò a chiederle qualcosa di molto preciso e circoscritto. Quello che vorrei sapere è: possono esserci dei reumatismi di tendini e nervi anziché di ossa? Le chiedo questo perché io soffro di dolori alle articolazioni (da quando sono un'adolescente) però sulle lastre non si è mai evidenziato alcun danno alle ossa. La ringrazio vivamente dell'attenzione e Le auguro buon lavoro Alessandra

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Alessandra, ho letto la tua domanda precedente del 13 luglio. Posso dirti che generalmente l'artrite reumatoide porta invariabilente ad erosini articolari (cioè erosini della superficie ossea dei capi articolari), per cui è più probabile che si tratti di una connettivite. Quest'ultima infatti provica dolori articolari senza danni alle ossa, anche perchè, come hai intuito tu, spesso infiamma i tendini piuttosto che larticolazioni. Come ho già detto l'esame dirimente è il dosaggio degli anticorpi anti-nucleo, anti-nucleo specifici ed antifosfolipidi. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite indifferenziata e gravidanza approfondisci »

DOMANDA
Ho 37 anni e due anni fa mi è stata diagnosticata una connettivite indifferenziata. Premetto che non ho sintomi. Tutto è cominciato con una leucopenia e positivià agli anticorpi. Vengo seguita semestralmente per i controlli da un centro reumatologico in Friuli. Ho una figlia di 6 anni e vorrei sapere per un eventuale gravidanza se potrei avere dei problemi. Grazie

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Chiara, a quanto descrivi sembra una forma molto lieve. Certamente una gravidanza in malattie come queste va considerata a rischio. In particolare il rischio è che la malattia possa riacutizzarsi o, peggio, evolvere verso una forma definita (es. LES). Tuttavia nel tuo caso il rischio che ciò avvenga è basso, anche se è dimostrato che l'evoluzione della connettivite indifferenziata verso una connettivite definita è massimo entro i tre anni dalla diagnosi e cala negli anni successivi. Andranno poi valutate l'eventuale positività autoanticorpale (es. dell'SSA che è associato nell'1% al blocco atrioventricolare del cuore fetale) e la terapia che stai assumendo per definire con più precisione il rischio. Infine, ti consiglio di rivolgerti ad un centro che abbia una certa esperienza di gravidanze in malattie reumatiche. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Positività ANA e dolori reumatici approfondisci »

DOMANDA
Gentile Dottore, mi chiamo Alessandra Frangipane, ho 57 anni e sono una professionista ancora in attività. Circa un anno fa, per un problema di pelle, ho eseguito alcune analisi dalle quali è risultata una positività dell'ANA di circa 1\150.Passato un anno ho ripetuto lo stesso esame ed il suo valore è notevolmente aumentato, 1\1100. Le premetto che soffro di dolori reumatici, tipici della mia famiglia, e che ho avuto, in passato, una tiroidite. Vorrei sapere se, dato il mio quadro clinico, la positività dell'ANA è giustificata o meno. Devo eseguire altri accertamenti? Quali? A quale specialista devo rivolgermi? Grazie per la disponibilità. Distinti saluti Alessandra Frangipane.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Alessandra, lo specialista di riferimento in questi casi è sicuramente il reumatologo. Egli potrà accertare, tramite un'anamnesi accurata, la natura di questi "dolori reumatici" e quindi metterli in relazione o meno alla positività degli ANA. Se non l'hai già fatto puoi dosare anche gli anticorpi anti-nucleo specifici (anti-DNA nativo ed anti ENA), gli antifosfolipidi, gli anticprpi anti-citrullina, il complemento, il profilo proteico ed il fattore reumatoide. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

E' una sciocchezza? approfondisci »

DOMANDA
DOMANDA Dr.Doria sono affetta da una connettivite indifferenziata dal mese di febbraio 2004.Per quanto tempo può durare questa malattia?La terapia che sto seguendo è il Deltacortene di 5mg tre volte al dì,e l'Antra di 20mg.Ho paura sono molto angosciata.Lo so che è una malattia rara vorrei più chiarimenti sulla mia malattia ma tutti mi dicono di stare calma e di non preoccuparmi poichè è una sciocchezza,è vero?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Anna, non è possibile determinare con anticipo quanto durerà la malattia. Questa connettivite ha un'evoluzione variabile; nella maggior parte dei casi rimane stabile e ben controllata con una terapia blanda (bassa dose di cortisone -da assumere in unica somministrazione la mattina- e idrossiclorochina), mentre più raramente può andare in remissione, anche spontaneamente. Esiste tuttavia anche la possibilità che possa evolvere verso una connettivite "definita", come per esempio il LES o la S. di Sjogren. Il rischio che ciò accada è più elevato entro i tre anni dall'esordio dei disturbi. Tuttavia una buona terapia è in grado di risurre questo rischio al minimo. Per tale motivo resta fondamentale eseguire regolarmente i controlli clinici presso un reumatologo. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Artrite: di che natura? approfondisci »

DOMANDA
Gent.ssimo dott. Doria, ho 33 anni e all'età di 15 due professori allora conosciuti e stimati mi diagnosticarono un'artrite reumatoide. Uno di questi mi suggerì di fare una cura di infiltrazioni di rifampicina in quasi tutte le articolazioni che mi avrebbe consentito di bloccare l'avanzamento della malattia e forse addirittura una remissione totale. Ora io feci la cura e in effetti sono stata bene per più di 15 anni.Negli ultimi 3-4 anni però sto soffrendo di tunnel carpale e reumatismi (spalle, ginocchio dx) e lievi disturbi agli occhi (filamenti nella cornea dovuti alla disidratazione dell'occhio). Lo stesso medico che ha eseguito le infiltrazioni ha detto che negli anni si è delineato meglio ciò di cui soffro ovvero: un'artrite reumatoide psorisiaca mentre una reumatologa da cui sono andata recentemente mi ha diagnosticato una connettivite indifferenziata ma orientata verso la sindrome di Soringen. Vorrei sapere: quali esami clinici indirizzano inequivocabilmente verso l'una o l'altra diagnosi? La ringrazio caldamente

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Alessandra, per dirimere il dubbio è di fondamentale importanta l'esecuzione degli autoanticorpi (anti-nucleo, anti-nucleo specifici ed anti-fosfolipidi). Inoltre, per confermare il sospetto di Sjogren puoi eseguire il Test di Shirmer ed evntualmente, se il tuo reumatologo ne ravvede la necessita, una biopsia labiale. Va tenuto presente che l'artrite reumatoide (o psoriasica) ed una connettivite non sono due malattie esclusive, perchè in qualche caso possono coesitere. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite: sarà sclerodermia? approfondisci »

DOMANDA
gent.mo dottor Doria le scrivo da reggio calabria mia sorella ha 37 anni e da circa4 anni soffre di dolori,le avevano diagnosticato una artrite reumatoide,ma dopo altre analisi hanno scoperto una connettivite.Vorrei sapere cos'è la connettivite e se è una malattia mortale o può evolversi in sclerodermia,sarei felice sei mi rispondesse aspetto una sua risposta.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Stefania, la connettivite è una malattia reumatica che provoca infiammazione dei tessuti connettivi, che, per esempio, sono molto rappresentati a livello delle articolazioni. Vi sono vari tipi di connettiviti, tra cui il Lupus eritematoso sistemico, la Sindrome di Sjogrem, la dermatomiosite-polimiosite, la sclerodermia, la connettivite mista. Vi sono poi delle forme, che pur avendo delle caratteristiche tipiche della connettivite non hanno nessun elemento specifico che consenta di inquadrarle nelle forme soprascritte. Queste vengono denominate connettiviti indifferenziate. Generalmente non si tratta di forme mortali, anzi per la maggior parte di queste, se trattate correttamente, la sopravvivenza è paragonabile a quella della popolazione generale. La connettivite indifferenziata può effettivamente evolvere verso una forma "definita"; si è visto che il rischio che ciò avvenga è massimo entro i 3 anni dall'esordio. dagli elenti che mi fornisci non posso quantificare il rischio che la connettivite della sorella sia o possa diventare una sclerodermia. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Dolori in connettivite indifferenziata approfondisci »

DOMANDA
Buongiorno dottore,la ringrazio anticipatamente per la sua risposta. Sono affetta da connettivite indifferenziata riscontrata nel Marzo 2003, sono in cura con due compresse di paquenil al giorno ed una di deltacortene, alla sera una di mobic che cerco di evitare ma i miei dolori sono sempre presente l'unica conseguenza che ho avuto un aumento di peso di circa 10KG cosa posso fare? ho provato anche a buttare vie tutte le medicine ma mi hanno rimproverato ultimamente ho notato che appena tocco dentro qualcosa divento subito livida e se mi fermo ci vuole più tempo per ingranare e poi è la notte che il mal di schiena non mi lascia riposare guarirò mai? posso smettere il cortisone? che tipo di ginnastica o sport posso fare? posso prendere il sole? Sicuramente dopo tutte queste domande lei mi prenderà per pazza ma sono ma vorrei solo delle delucidazioni in merito a questa malattia grazie

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Francesca, è possibile che il cortisone ti abbia fatto ingrassare, soprattutto se la compredssa di Deltacortene era da 25 mg. In ogni caso per evitare questo effetto collaterale, fino a quando i dolori articolari non saranno controllati, è necessario controllare l'introito calorico. Quando le algie articvolari saranno regredite potrai anche fare dell'attività fisica leggera senza sovraccarico articolare (es. nuoto). Se persiste il mal di schiena notturno, sintomo non tipico della connettivite indifferenziata, sarebbe opportuno eseguire una scintigrafia ossea. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Acne importante: prendere la pillola? approfondisci »

DOMANDA
A MIA FIGLIA E' STATA DIAGNOSTICATA 10 ANNI FA (ORA NE HA 28) UNA CONNETTIVITE INDIFFERENZIATA. HA ASSUNTO PLAQUENIL E DEFLAN SINO A DUE ANNI FA E DA ALLORA PIU'ALCUN FARMACO. ESEGUE OGNI 6 MESI GLI ESAMI DEL SANGUE E RISULTANO TUTTI NELLA NORMA AD ECCEZIONE DEGLI ANTI CORPI ANTI NUCLEO A 640. E' AFFETTA PERO' DA ACNE TARDIVA MICROCISTICA CON NUMEROSE CISTI CICATRIZIALI CHE E' ANDATA SEMPRE PEGGIORANDO. IL DERMATOLOGO HA SUGGERITO UNA TERAPIA DI TRE MESI CON ANDROCUR ESSENDO SCONSIGLIABILE CURARE CON DIANE. SONO DUE MESI CHE ASSUME ANDROCUR MA FINORA SENZA ALCUN RISULTATO. IL VISO E' NOTEVOLMENTE DETURPATO COSA CONSIGLIA? LA RINGRAZIO

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Rachele, immagino che il dubbio sia se somministrare alla figlia l'estroprogestinico, vista la connettivite indifferenziata di cui soffre. Come si sa gli estroprogestinici agiscono in senso peggiorativo sulle connettiviti. Si sa anche che il rischio di una riacutizzazione della malattia è direttamente proporzionale all'attività della stessa al momento dell'assunzione del farmaco. Una malattia in fase di remissione da molto tempo ha un rischio basso di riacutizzarsi in caso di assunzione della pillola, specie se a basso dosaggio. Va quindi fatta una valutazione dei rischi a cui si va incontro per ottenere il beneficio cercato. Se a fronte di un basso rischio si può ottenere un grosso beneficio, come per esempio un miglioramento dell'estetica, l'assunzione del farmaco può essere presa in considerazione. In ogni caso per maggior sicurezza è necessario che chiedi anche un parere al reumatologo che ha in cura la figlia che ha in mano tutti gli elementi per una valutazione complessiva. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Cortisone e diabete approfondisci »

DOMANDA
Gent.le dott. vorrei chiederle quanto il cortisone può sviluppare il diabete. io ad esempio affetta da conn. indifferenziata assumo il flantadin da tre anni variando a seconda del periodo (e infiammazione) l'assunzione die mg. piu o meno dai 12 ai 6. nessuno della mia famiglia soffre di diabete e nemmeno io. solo per informazione... inoltre cosa ne pensa dell'uso della pillola anticocezionale? da circa 7 mesi ho irregolarità del ciclo, qualche mese mi salta pure.ho fatto una visita ma è tutto normale. può essere causato dal cortisone?mi avevano trovato un basso titolo di anticardiolipina che poi si è negativizzato.. grazie mille stefania

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Stefania, purtroppo non esiste una dose soglia oltre la quale si è sicuri che si sviluppi il diabete. Vi sono molti fattori che possono influenzare lo sviluppo di questa complicanza. Può dipendere da un predisposizione familiare ma soprattutto dalla predisposizione individuale. Vi sono persone che sviluppano diabete con dosi medio-basse ed altre che non lo sviluppano con dosi alte. E' tuttavia chiaro che il rischio di contrarre il diabete aumenta con l'aumentare della dose di cortisone che si assume, e che comunque può essere utile controllare periodicamente la glicemia ed eventualmente eseguire una curva da carico di glucosio. La pillola anticoncezionale, contenendo ormoni sessuali, può agire, almeno teoricamente, in senso peggiorativo sulla malattia. Tu sai infatti che gli ormoni sessuali possono facilitare la produzione di autoanticorpi nei soggetti con connettivite. Il rishio è quindi quello di avere una riacutizzazione della malattia di base, questo tuttavia è direttamente proporzionale allo stato di attività della connettivite. Significa quindi che se la malattia è inattiva il rischio è basso. Va inoltre tenuto presente che, in soggetti con positività degli anticorpi anticardiolipina, questi farmaci possono portare un ulteriore un effetto pro-trombotico. Nel tuo caso, essendo gli antifosfolipidi negativi e se la malattia è in fase di quiescenza il rischio di un peggioramento della malattia è basso, anche se non assente. Bisognerà quindi decidere in base alla necessità di assumere la pillola; cioè dovrai verificare se il beneficio che otterrari dall'assunzione del farmaco sarà di gran lunga superiore al rischio che corri. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite indifferenziata: può peggiorare? approfondisci »

DOMANDA
Buon giorno dottore scrivo per la mia ragazza Faby di 26 anni, non ha nessun tipo di disturbo se non un piccolo eritema solare sulla schiena quando siamo al mare, purtroppo però ha degli esami del sangue sballati e gli è stata diagnosticata una probabile CONNETTIVITE INDIFFERENZIATA o LES Mi puo dire in percentuale che probabilità avremo che la malattia peggiori? a quali disturbi andremo incontro? Grazie e Buona giornata

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Caro Flavio, non vi sono molti studi sull'argomento in cui poni la domanda. La possibilità che la malattia evolva verso una connettivite differenziata (il LES per esempio) esiste ed è massima entro i primi 3-5 anni dall'esordio dei disturbi. In ogni caso la terapia con idrossiclorochina riesce a ridurre le possibilità che ciò avvenga. Non è possibile a priori prevedere a quali disturbi la fidanzata andrà incontro, anche perchè è possibile che la malattia non evolva affatto e che rimanga ad uno stadio semi-latente come ora. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Positività ANA e dolori articolari approfondisci »

DOMANDA
Egregio Dottore, mia moglie in seguito ad una sintomatologia caratterizzata da temporaneo dolore ad alcune articolazioni e gonfiore passeggero alle caviglie ed alle mani, ha eseguito alcuni esami con i seguenti risultati: Anticorpi antinucleo con titolo: Positivo punteggiato 1:160; ricerca crioglobuline: negativo; ricerca anticorpi anti ENA: negativo; anticorpi anti DNA nativo: 0,1negativo; -anticorpi anticardiolipina IgG: 0,5 negativo; IgM:0,2 negativo;- -anticorpi antiB2GPI IgG:0,026 negativo; IgM:0,065 negativo;- metodica in immunofluorescenza: negativo; tipizzazione sierologia HLA: assenza dell’antigene HLA-B27; ormoni tiroidei: nella norma; S-Fosfatasi alcalina (ALP):40 nella norma; S-Calcio totale: 9,71 nella norma; Lupus anti coagulant DRVVT (rapporto): 1,13 negativo; ricerca degli anticorpi APF: negativo; esame chimico urine: tutto nella norma; emocromo: nella norma; rivoltasi ad un centro specializzato gli è stato prescritto il seguente medicinale: idrossiclorochina 1 C e gli è stato consigliato di non esporsi al sole, tanto che abbiamo dovuto revocare la prenotazione al mare. Essendo totalmente estraneo alla materia, gradirei una sua opinione in merito agli esami svolti, alle possibili malattie correlate e ai farmaci prescritti. Ringrazio anticipatamente e porgo vivi complimenti per le risposte pubblicate nel sito.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Caro Michele, è sempre difficile sbilanciarsi senza aver eseguito una visita medica e visto tutti gli esami del sangue. Il dosaggio degli anticorpi anti-nucleo va fatto in caso di artrite, soprattutto in giovani signore come sua moglie. Va detto che si tratta di una positività non elevata e senza specifictà, che andrà quindi monitorata nel tempo. In ogni caso è possibile che l'artrite di cui ha sofferto o soffre tua moglie sia espressione di una malattia reumatica sistemica (connettivite), si pure in forma lieve. Il trattamento indicato in questi casi è correttamente l'idrossiclorochina, eventualmente associata ad una piccola dose di steroide per controllare più velocemente l'artrite. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Dolori alle gambe approfondisci »

DOMANDA
Gentile dottore, innanzitutto volevo complimentarmi per il sito che è di grande aiuto per noi malati. Le scrivo per informazioni su una dubbia sjogren+connettivite indiferrenziata.E' dal 2001 che avverto dolori alle gambe con parestesie/bruciori/punture. Mi fu diagnosticato all'epoca la sindrome di sjogren con positività agli -ssa e ANA 1:80 e terapia di 4mg medrol+50mg ciclosporina a giorni alterni; tutti gli altri esami nella norma, escluso una scialoscintigrafia alle ghiandole salivari da dove risultava un severo deficit secretivo di tutte le 4 ghiandole salivari maggiori. In seguito gli anticorpi si sono negativizzati escluso la VES che è incominciata a salire (non oltre comunque 36/38) ed è cominciata la secchezza un pò agli occhi, alla bocca e soprattutto al naso, ed i dolori/parestesie/bruciori alle gambe sempre persistenti. La terapia è andata avanti per un anno ma i problemi sono continuati e a questo punto il reumatologo mi ha prescritto la biopsia labbiale che è risultata negativa come nel frattempo anche sempre gli anticorpi, per cui la diagnosi è stata non più di sjogren (perchè sembra che la biopsia sia l'esame più diretto per la diagnosi di sjogren) ma di fibromialgia+xerostomia dovuta non si sa a che. E' passato del tempo e siccome stavo sempre male ad un ricovero mi fu diagnosticata una connettivite mista con positività di RNP, Sm, e ssb, negatività di ANA--ssa e terapia di deltacortene 10mg a giorni alterni+flexiban per la fibromialgia. Io però continuo ad avvertire bruciori/punture/parestesie alle gambe e adesso anche alla testa e soprattutto molta secchezza al naso. Dopo ulteriori analisi in cui tutto è risultato negativo (la VES è scesa a 16) la diagnosi è stata: connettivite indiferrenziata con dubbio di sjogren + fibromialgia con terapia sempre di deltacortene.Il reumatologo mi ha detto che comunque i dolori/bruciori alle gambe sono dovuti alla fibromialgia e non alla connettivite, che la secchezza al naso non è sintomo di sjogren e di rivolgermi ad un otorino, e per le parestesie alla testa di rivolgermi ad un neurologo. A questo punto sono nella più completa confusione e mi chiedo: cosa ho? Lei sarebbe così gentile da aiutarmi ad orientarmi? E' vero che la secchezza al naso non è sintomo di sjogren? E' vero che gli anticorpi non si negativizzano mai e che se sono positivi dall'inizio lo rimangono fino alla fine? E' anche vero che dipende dal laboratorio che fa gli analisi soprattutto degli anticorpi perchè utilizzano metodi diversi(ELISA-Fluorescenza)? So che forse è difficile dare una diagnosi per posta elettronica ma il fatto è che purtroppo continuo a stare male e non so più cosa fare e soprattutto ho paura che la situazione possa peggiorare e che la malattia (se c'è intaccare altri organi visto che è sistemica). Soprattutto la mattina mi alzo con bruciori alla gola, secchezza alle labbra, al naso. Attualmente la terapia è di deltacortene 10 mg a giorni alterni + antinfiammatori al bisogno. E’ giusta la terapia? La ringrazio anticipatamente e le invio cordiali saluti. Annamaria

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Annamaria, come giustamente sai è difficile dare una diagnosi per posta elettronica. Posso tuttavia darti dei consigli. Gli autoantirpi generalmente sono stabili nel tempo, al limite può variarne il titolo. In ogni caso però è bene che siano eseguiti sempre dallo stesso laboratorio, infatti vi possono essere diversità nelle risposte tra un laboratorio e l'altro dato che esitono varie metodiche per il dosaggio degli autoanticorpi. Inoltre, se non lo hai già fatto puoi eseguire un elettromiogramma agli arti inferiori per verificare se i disturbi che accusi sono dovuti o meno ad un'infiammazione dei nervi delle gambe. Se così fosse potresti assumere alcune medicine che aiutano a ridurla. La secchezza la naso, per quanto non di frequente riscontro, può rientrare tra i disturbi provocati dalla sindrome di Sjogren. Tuttavia per confermare la diagnosi di Sindrome di Sjogren è molto importante la positività della biopsia labiale, che eventualmente può essere ripetuta. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite indifferenziata: quale destino? approfondisci »

DOMANDA
Gentile Dottore da pochi giorni mi è stata diagnosticata una connetivite indifferenziata, il reumatologo che mi tiene in cura mi ha spiegato in grandi linee di cosa si tratta, senza però dirmi se progredirà o regredirà. Sono molto angosciata, premetto che già soffro di morbo celiaco diagnosticatomi 7 anni fa e seguo la dieta molto rigidamente. La causa x cui mi sono rivolta recentemente al reumatologo è xchè di notte oltre ad avere un dolore fortissimo alla zona lombare mi si addormentano tutte e due le braccia e avverto un formicolio fastidioso, spesso mi sveglio con le mani gonfie e faccio fatica ad alzarmi, direi quasi che il riposo a letto mi faccia peggio. Inoltre da sempre ho una abbondante caduta di capelli che sono sottili e fragili. Le elenco brevemente i risultati delle ultime analisi del sangue effettuate: CK 92; Fosfatasialc.55;ldh302;C3 121;IgG 1403;IgA 193;IgM 170;Immunocomplessi circolanti 6,5;Ab antinucleo presenti 1:160;Ab anti dna 14;Ab anti ena SSA-Ab 3;SSB-Ab 2;Sm-Ab2;RNP-Ab4;Scl70Ab 0;J01-Ab 4; Ab anti parete gastrica assenti; AB anticardiolipina IgG 4; IgM 5; Beta-2-Microglobuline 1177;VES 16; IC.AbAntilupus coagulans assente;Mioglubina 12,80; Protidogramma:Album 60.5; Alfa1 02.3; Alfa2 08.0;Beta 10.8;Gamma18.4. La cura che sto effettuanto è:Plaquenil 200 1cp al di; Deltacortene 25mg 1cp al di;Losec 20 mg 1cp al di; Calcicold 3 1 cp al di. La pregherei vivamente se potesse spiegarmi in parole semplici a cosa vado incontro e se questa nuova malattia diagnosticatami è correlata in qualche modo al morbo celiaco. Non so se la cosa sia importante ma all'età di 8 mesi ho subito delle radiazioni di betadrone per far progredire un angioma che si stava sviluppando all'altezza del collo. Ringraziandola porgo cordiali saluti.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Sabrina, non è possibile prevedere in anticipo se la connettivite indifferenziata evolverà verso una forma cosiddetta "differenziata" o meno. Dagli studi eseguiti finora si può affermare che nella maggior parte dei casi l'eventuale evoluzione avviene entro i primi conque anni dall'esordio della malattia. Inoltre, anche se raramente, è possibile osservare una regressione spontanea. In ogni caso vivere nell'angoscia è inutile, se non dannoso. Sottoponiti regolarmente ai controlli medici previsti e stai tranquilla. Per i disturbi alle braccia, puoi eseguire un elettromiogramma. E' possible che tu abbia un'ispessimento dei tendini flessori (perchè infiammati) che comprimomo il nervo mediano (S. del tunnel carpale) provocandoti i fastidiosi formicolii. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Problemi oculari da Plaquenil approfondisci »

DOMANDA
salve, a mia madre é stata diagnosticata un connettivite indifferenziata, anche se il medico le ha detto che per fortuna non é ad una stadio avanzato. come cura le ha prescritto il plaquenil e lei era un po titubante perché ha letto che potrebbe dare problemi agli occhi, e siccome lei ha gia qualche problemino alla vista, vorrei sapere se posso tranquillizzarla o c'é da preoccuparsi davvero. la ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Caro Eugenio, la tossiciltà oculare da Plaquenil è rara ed è localizzata soprattutto alla retina. Facendo regolari visite oculistiche ogni 7-8 mesi un eventuale danno retinico può essere scoperto e può regredire con la sospensione del medicinale. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

prostaglandine o plasmaferesi? approfondisci »

DOMANDA
Sono affetta da connettivite indifferenziata e volevo sapere se sostituire le infusioni di prostaciclina (che sinceramente trovo assai pesanti e fastidiose) con la "plasmaferetica" sia un alternativa da tenere in considerazione?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Rosina, immagino che tu faccia le infusioni di prostaciclina perchè hai problemi di vascolarizzazione delle estremità. In questi casi il farmaco per quanto possa provocare, in alcuni pazienti, dei fastidi, soprattutto durante la somministrazione, resta, nella maggior parte dei casi, il miglior presidio terapeutico a nostra disposizione, visti gli effetti benefici che esso procura. Ciò non significa che non sia insostituibile, al posto suo possono essere utilizzati dei farmaci vasodilatatori come la nifedipina, anche se con risultati meno brillanti. La plasmaferesi, agisce con un meccanismo diverso (non provoca di per se vasodilatazione), quindi, non viene presa in considerazione in prima battuta. Tuttavia può essere utilizzata, come è stato fatto in alcuni casi, con buoni risultati. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite "da transizione" approfondisci »

DOMANDA
Sono stato ricoverato presso l'azienda clinica D.Cotugno per febbre da N.D.D. HO avuto la febbre come media 38,7 con dolori reumatici per tutto il corpo. Terapia antibiotica senza effetto X 20 gg poi passato a deltacortene 25 mg e in 15 gg passata febbre e dolori.Il primario ha diagnosticato una connettivite da transizione e dovrò tornare x contolli fra 15 gg,se possibile vorrei avere chiarimenti su quello che ho avuto e sulla diagnosi che mi ha attribuito

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Caro Antonio, probabilmente il termine "da transizione" sta a significare "indifferenziata". Si tratta di una malattia che ha tutte le caratteristiche (febbre, dolori articolari ecc ecc) per essere inquadrata nelle connettiviti, ma i disturbi non sono tipici di nessuna delle connettiviti "maggiori" (come per esempio il LES, la sclerodermia, la polimioste ecc ecc). La buona risposta al cortisone è abbastanza tipica di queste forme, anche se poi la dose dello steroide va abbassata ed eventualmente vanno inseriti nella terpia i farmaci cosiddetti immunosoppressori. In ogni caso per la conferma viene data dal dosagio degli anticorpi anti-nucleo ed anti nucleo specifici. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite mista ed indifferenziata approfondisci »

DOMANDA
Connettivite Mista ed Indifferenziate: cause,evoluzione,terapia.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Nadia, la tua sembra una di quelle domade che fanno i professori agli studenti di medicina all'esame di Malattie Reumatiche! Nulla di più difficle rispondere in poche righe. Inanzitutto le due malattie non sono la stessa cosa come si è creduto nel passato. Si tratta di due malattie ben diverse, le cui cause sono a tutt'oggi sconosciute. La connettivite mista è una malattia caratterizata da disturbi tipici del LES, della sclerodermia e della polimiosite e dalla positività di un autoanticorpo: l'nRNP. La connettivite indiefferenziata invece è una malattia più lieve caratterizata da disturbi tipici delle connettiviti, che tuttavia non sono sufficienti per poter porre diagnosi di una di queste. Anche la terapia e quindi l'evoluzione differscono: per la prima vengono molto utilizati i farmaci contro la componente sclerodermica (come per esempio i vasodiltatori) che alla lunga può diventare il disturbo principale per l'ammalato; per la seconda generalmente vengono utilizati i cortisonici a basso dosaggio e l'idrossiclorochina, visto che spesso si tratta di forme lievi. Per questa tuttavia vi è sempre la possibilità che vi sia un viraggio verso una connettivite cosiddetta "differenziata". Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Poliartrite cronica sieronegativa approfondisci »

DOMANDA
Ho trentasei anni e mi è stata diagnosticata una pauciartrite al ginocchio e alla caviglia dx, come probabile esordio di poliartrite cronica sieronegativa, nonchè una neutropenia da probabile sequestro periferico nell'ambito di autoimmunità con impegno organospecifico della tiroide(tiroidite cronica autoimmune).Ho appena iniziato una terapia a base di plaquenil(1cp al dì) per un mese con controllo settimanale di emocromo e transaminasi.Dopo il primo mese,2 cp di Plaquenil + Deltacortene 5 mg 1 cp al dì. Sono molto in ansia perchè il dolore è forte e perchè, essendo mamma di una bimba di 15 mesi, ho paura per il futuro, anche perchè già adesso ho bisogno di aiuto per svolgere le attività che prima riuscivo agevolmente a compiere, e riesco a fare solo piccoli tratti a piedi e con molta fatica.La mia vita sociale è praticamnete ridotta a zero e non riesco a star dietro alla mia piccola che ha fatto i suoi primi passi senza il mio aiuto. Sul lavoro ho grossi problemi.Sono molto depressa, mi dia un pò di speranze anche perchè ho trentasei anni e desidero vedere la mia bimba diventare adulta e stare con lei il più possibile.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Antonella, mi rincresce molto che la mia risposta giunga intempestiva e probabilmente per questo privata della maggior parte della sua efficacia. Dalla tua domanda non mi è stato possibile chiarire la natura dell'artrite, o, meglio, se questa faccia parte o meno di una connettivite. Tale dubbio sarebbe ben presto risolto con l'esecuzione degli anticorpi anti nucleo, anti nucleo specifici ed antifosfolipidi. In ogni caso, come inizio, la terpia con il Plaquenil mi sembra indicata, e in buona parte dei casi si è pure dimostrata efficace, anche se sono necessarie alcune settimane perchè il suo effetto si faccia sentire. Nel frattempo l'assunzione del cortisone dovrebbe controllare i sintomi e consentirti di passare serenamente il tempo con la tua bambina. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Febbre leggera e stanchezza approfondisci »

DOMANDA
Il medico reumatologo avendo visto gli esami del sangue da lui prescritti ha rilevato una diatesi autoimmune e mi ha proposto di iniziare una terapia con Plaquenil per osservare se mi dà beneficio o effetti collaterali, per i quali sospenderla, senza peraltro sostituirla con altro. Prendo plaquenil da 3 giorni e ho sempre ma di testa, può essere dovuto alla medicina? Vale la pena seguire questa terapia quasi immotivata, visto che non ho neppure la Ves fuori norma e il Tas leggermente sopra? Il mio problema reale è la facilità con cui, d'inverno soprattutto, mi ammalo (febbre leggera) e sono stanca. Preciso che a 17 anni (18 anni fa) ho avuto la mononucleosi in forma abbastanza forte (tre mesi a letto!) Grazie.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Emanuela, mi scuso per il ritardo nella risposta; che in questo modo, mi rendo conto, perde di molta efficacia. Comunque posso dirti che il mal di testa (cefalea) è descritto tra gli effetti collaterali del Plaquenil (tre giorni sono comunque pochi per poterlo stabilire con certezza), tale disturbo nella maggior parte dei casi regredisce con la prosecuzione della cura. In ogni caso l'idrossiclorochina (Plquenil) è una medicina che viene generalmente tollerata benissimo ed ha veramente pochi effetti collaterali; è particolarmente adatta ed efficace nelle forme blande ed iniziali di alcune malattie autoimmuni. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Piastrinopenia e debole positività degliANA approfondisci »

DOMANDA
buongiorno, sono affetta da piastrinopenia diagnosticata a settembre del 2000. mia sorella maggiore invece da les con nefropatia. i miei esami immunologici fatti a maggio erano tutti negativi, rifatti a ottobre hanno evidenziato una ANA "debolmente" positiva. sono o potrei essere affetta da lupus?quali esami me lo confermerebbere? potro', a breve, avere un bambino? grazie tante

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Rita, pur essendo la piastrinopenia una delle possibili manifestazioni del LES, non è detto che tutte le persone con piastrinopenia ne siano ammalate(anche se vi è una debole positività degli ANA). Vista la tua familiarità con le malattie autoimmuni (il LES ne è la "regina") è probabile che il calo delle piastrine sia dovuto ad autoanticorpi, ma, in ogni caso questi attualmente non sono (e forse non lo saranno mai) in grado di far insorgere il lupus. Resta comunque consigliato un controllo periodico (ogni 1-2 anni) deli anticorpi anti-nucleo. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

E' sufficiente il cortisone da slo? approfondisci »

DOMANDA
Gent. Dott. Doria, sempre i miei vivissimi complimenti!!! come da altre mie mail le ho spiegato che da un anno mi hanno diagnosticato una conn. ind. che mi hadato problemi articolari e positività anticardiolipina e ANA. assumevo 6 mg di medrol e il plaquenil. da due mesi mi hanno sospeso il palquenil e prendo solo il cortisone...credo di star bene ma farò presto analisi per vedere la reazione. Lei crede che si possa fare una terapia solo di cortisone senza integrare con un immunosopressore?magari per alternarlo a giorni? oppure rischio una bella ricaduta visto che i miei valori ultimamente erano tutti normali (tranne ANA sempre positivo)? grazie Stefania

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Stefania, il cortisone da solo può essere sufficiente a controllare la tua malattia. Il Plaquenil è però particolarmente indicato per la Connetivite indifferenziata ed in alcuni casi, se le condizioni cliniche lo consentono, è preferibile sospendere il cortisone e continuare solo con il Plaquenil. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Positivtà ANA "centromerico" approfondisci »

DOMANDA
Gentilissimo dottore, ho 31 anni e in seguito a due aborti ravvicinati (in 4 mesi) entrambi nelle prime settimane di gestazione ho fatto alcuni esami di laboratorio. Avrei veramente necessità di una sua opinione, per cui le invio i risultati.Sono molto preoccupata. A-ANA conf I:F: CENTROMERICO A-ANA titolo POS 1/320 A-EMA NEG Ab anti nucleo 4,90 0/1,4 Ab anti DNA 6,30 0/55 ENA 2,46 0/1,4 ENA SSA 6,9 0/8 ENA SSB 1,0 0/8 ENA Sm 0,0 0/15 ENA RNP 1,2 0/9 ENA SCI70 0,8 0/8 Ena Cenp 45,6 0/8 La ringrazio anticipatamente

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Silvia, la positività degli ANA "centromerico" si può riscontrare nelle malattie reumatiche sistemiche (connettiviti). Generalmente però tra i disturbi ad esso associati, non è prevista l'abortività. Quest'ultima può essere invece associata alla positività degli anticorpi anti fosfolipidi (anti-cardiolipina IgG, IgM e LAC), che non ho trovato scritti nella tua e-mail e che quindi ti consiglio di eseguire. L'anti centromero in genere si associa al fenomeno di Raynaud (sbiancamento delle dita delle mani e/o dei piedi con l'esposizione alle basse temperature), difficoltà alla deglutizione e indurimento della pelle delle dita. Se tali disturbi non sono presenti tale positività andrà controllata nel tempo. Se invece lo sono, credo che sia utile che tu ti rivolga ad un reumatologo. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

dolori, dolori e dolori approfondisci »

DOMANDA
sono affetta da connettivite indifferenziata da circa 11 anni, sono seguita dal centro di reumatologia di ferrara, sono arrivata ad un punto buio, nonostante le medicine, la notte mi è sempre più difficile dormire, l'appoggiare ilmio corpo sul letto o divano, mi crea molto dolore nella parte alta della schiena (spalle, fino a metà colonna vertebrale), più passa il tempo e più il dolore diventa acuto, premetto che tutte le sere, prima di andare a letto prendo una compressa effervescente di co-efferalgan. come devo fare per poter fare un sonnmo tranquillo almeno ognitanto? Anche al lavoro (ufficio) il restare troppo tempo ferma sulla stessa posizione, mi crea molto dolore alle articolazioni, mi devo sgranchire molto spesso, e la cosa é disagevole per il lavoro. - Giuliana Zamagni V. A. De gasperi, 16 - 47039 Savignano sul Rubicone - fc

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Giuliana, generalmente le artralgie e/o i dolori muscolari delle connettiviti rispondono bene agli anti-infiammatori. Se non hai allergie o importanti problemi di stomaco (come per esempio ulcere gastriche) puoi assumerli la mattina (per non aver dolore durante la giornata) ed alla sera (per alleviare i dolori che ti impediscono di dormire), associati ad un gastroprotettore. Se non già fatti, puoi eseguire i soliti esami del sangue, compreso il dosaggio di CPK e Mioglobina. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Cure termali approfondisci »

DOMANDA
Gentile Dr.soffro di connettivite,vorrei sapere se si può trarre beneficio dalle cure termali e quali le più indicate.Grazie

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Stefania, le cure termali non sono utili nella cura delle connettiviti; anzi nella fasi di acuzie possono addirittura essere controproducenti. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite indifferenziat a Matera approfondisci »

DOMANDA
dopo accurate analisi, un reumatologo, un ematologo e un aiuto di medicina generale mi hanno diagnosticato una connettivite indifferenziata. risiedo in una piccola città -matera- con un ospedale abbastanza efficiente nel suo complesso ma dove magari casi di connettivite non se ne vedono tutti i giorni. vorrei che Lei mi indicasse un reumatologo che opera su roma, città che frequento spesso per lavoro, in modo tale da poter avere una conferma alla diagnosi fattami. grazie infinite

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Caro Giampiero, a Roma vi sono vari Centri di Reumatologia, puoi rivolgerti comunque a quello del Policlinico Gemelli o dell'Università "La sapienza". Puoi telefonare ai rispettivi reparti e chiedere del rematologo che si occupa specificatmente di connettiviti. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Dolori improvvisi approfondisci »

DOMANDA
Gentile Dott. Doria, sono una ragazza di 25 anni e da 4 soffro di dolori improvvisi e fortissimi alle articolazioni, ma anche alle ossa, volevo fare delle analisi ma il mio medico mi disse dapprima che era un dolore immaginario(!) e dopo le mie insistenze mi disse che poteva essere una connettivite ma che me la dovevo tenere così com'era...oppure andare a Roma da uno specialista delle ossa. Io per paura non ci sono mai andata ma ora i dolori sono insopportabili, delle fitte da far uscire le lacrime che durano qualche minuto o più. Lavorando e studiando non ho molto tempo per me, che esami potrei farmi prescivere? Dopo 4 anni i sintomi sono gli stessi, posso avere peggiorato la situazione aspettando tutto questo tempo?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Livia, puoi fare i seguenti esami del sangue: emocromo completo con formula e piastrine, azotemia, creatininemia, elettroliti, VES, PCR, Fattore reumatoide, AST, ALT, gGT, profilo proteico, esame completo delle urine e dosaggio degli anticorpi anti-nucleo, anti-nDNA, anti-ENA ed anti-fosfolipidi. Con questi accertamenti è possibile già avere un'idea (non completa) sulla natura dei tuoi disturbi. E' utile anche una vista reumatologica dopo aver eseguito questi esami. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite indifferenziata: cos'è? approfondisci »

DOMANDA
mi hanno diagnosticato la connettivite indifferenziata Vorrei saperne di più : sintomi cure e durata decorso guarigione possibili cause stile di vita corretto grazie

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Luisa, non è semplice da spiegare in poche parole cosa sia la "connettivite indifferenziata". Semplificando, si tratta di una malattia infiammatoria del tessuto connettivo (da qui il termine di connettivite) dovuta ad autoimmunità. E' chiamata indifferenziata perchè non ha le caratteristiche sufficienti per essere inquadrata in una connettivite "definita" (come il lES per esempio). I sintomi sono quelli classici di una connettivite (fotosensibilità, eruzioni cutanee, dolori e/o gonfiore alle articolazioni) e le cure sono sovrapponibili a quelle utilizzate in caso di una connettivite "differenziata" anche se sono molto più leggere. Si tratta infatti di malattie lievi che, nella maggior parte delle volte restano tali per molto tempo (ed anche per sempre); in alcuni casi è possible tuttavia che vi sia un "viraggio" della connettivite verso una forma "definita". Per tale motivo è importante essere seguiti da un reumatologo, per cogliere precocemente questo eventuale viraggio e mettere in atto tempestivamente le terapie necessarie. Non vi è uno stile di vita corretto per la connettivite indifferenziata, l'unico accorgimento da avere, in caso vi siano fotosensibilità o manifestazioni cutanee, è l'estrema prudenza nell'esposizione ai raggi solari. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Concorda con la diagnosi? approfondisci »

DOMANDA
Buongiorno Dr. innanzitutto volevo farle i complimenti per il sito e poi volevo esporle il mio quesito. Circa un anno e mezzo fà mi sono accorta di avere una febbricola 37,2° 37,5° persistente (tutt'ora). In seguito ad analisi ematochimiche sono stati riscontrati i seguenti valori positivi: ANA 1:160 pattern punteggiato, ENA anti ss-a positivo, i valori dell'emocromo sono tutti normali, anti dna negativo, Ves nella norma. A Marzo di quest'anno ho iniziato a notare un accentuata perdita di capelli e diradamento soprattutto nella zona frontale, ma nessun segno di lesione. Ho fatto anche esami degli ormoni su consiglio del dermatologo per escludere una caduta ormonale ed ho eseguito anche un tricogramma ma tutto è normale. Questo mese dopo visita con il Dott. La Corte di Ferrara mi hanno ricoverato per accertamenti e mi hanno diagnosticato " Una Connettivite indifferenziata oligosintomatica ad orientamento lupico ". Mi hanno dato una cura che si tratta di 4 mg di cortisone la mattina e 1 confetto di plaquenil la sera. La mia domanda è questa, lei concorda con la diagnosi? Come posso verificare se la cura avrà effetto non avendo comunque dolori fisici o di rilievo? La caduta dei capelli cesserà con questo trattamento e quando? Rimarro calva? La ringrazio in anticipo e la saluto. Elena

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Elena, ti ringrazio per i complimentin e mi scuso per il ritardo nella risposta. Se è vero che non hai "dolori fisici di rilevo", è vero anche che i segni bioumorali e "fisici" dell'attività, sia pur sfumata, della connettivite ci sono (febbricola e caduta di capelli). E' stata posta diagnosi di connettivite indifferenziata perchè la forma è lieve e quindi non vi sono sufficienti elementi per poter diagnositicare una connettivite "maggiore" (MEGLIO COSI'). La terapia è quella che viene di solito consigliata in questi casi, potrai verificare l'efficacia della cura dalla regressione della febbricola e anche da una riduzione della caduta dei capelli. Ciò dovrebbe verificarsi nel giro di qualche settimana. Diffilmente (ma non impossibile) migliorerà la positivtà degli anticorpi. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite e volontario del soccorso approfondisci »

DOMANDA
Egr. Dott. Doria, ho effettuato in data 4 giugno una visita di controllo c/o il suo Ambulatorio, essendomi stata diagnosticata in passato una forma di connettivite. Ha potuto riscontrare in me un buon stato di salute generale, confermato dal fatto che non ho più avuto episodi sintomatici dal 1990. Le ultime analisi rivelano la positività dell'antinucleo (1:80), la riduzione di C3 (83.00) e C4 (7.10) e l'aumento dell'anticardiolipina igM (21). Ora sono a chiederLe un consiglio. Sto frequentando un corso di Primo Soccorso c/o la C.R.I. di Gemona del Friuli e desidererei vivamente proseguire il tirocinio per diventare volontario effettivo. Non essendo consapevole di cosa posso andare incontro, Le chiedo se, con la dovuta autoprotezione (guanti, occhiali, ecc.), posso svolgere tale servizio senza rischiare di "risvegliare" la malattia, se posso eventualmente sottopormi al vaccino anti-epatite e simili trattamenti di prevenzione oppure se sia preferibile desistere dai miei intenti. La ringrazio dell'attenzione che vorrà dedicarmi e La saluto rispettosamente.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Arianna, non vi sono serie controindicazioni (se tu sei fortemente motivata) ad eseguire l'attività di volontaria del soccorso; la possibilità di risvegliare la malattia mi sembra comunque bassa. Sarei prudente sulle vaccinazioni, visto che, come saprai, queste sono gravate da una certa possibilità di "risvegliare" la malattia. L'unica che potrebbe essere presa in considerazione è quella anti-apatite B. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

"Rumicamento" approfondisci »

DOMANDA
Gent. dott Durante mia prima grav. mi trovano positività aca+ e a.antifosfolipidi con ana + ena negativi. dopo un anno ana : 1:650 di tipo pattern gran. antidna negativi ena negativi. unico sintomo una specie di "rumicamento" non so bene descriverlo se ai muscoli o alle ossa..appena dopo il ciclo che però va e viene e a giorni sparisce del tutto. si può ipotizzare la diagnosi? la terapia? grazie

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Melina, non riesco a capire a cosa tu ti riferisca per "rumicamento". La positività degli ANA e degli anticorpi antifosfolipidi generalmente si riscontra nelle connettiviti. Gli anticorpi antifosfolipidi inoltre si trovano nei pazienti con la cosiddetta sindrome da anticorpi anti-fosoflipidi caratterizzata da trombosi vascolari ed abortifità ricorrente. In ogni caso per potersi sbilanciare in una diagnosi è necessaria una visita medica completa, magari dal reumatologo presente nella tua città. Infatti, per poter evntualmente porre diagnosi di connettivite non è sufficiente la positività degli ANA, ma è necessario che siano presenti alterazioni degli esami del sangue e dei disturbi tipici delle connettiviti, come per esempio la riduzione dei globuli bianchi (leucopenia) e l'infiammazione delle articolazioni (artrite). Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Connettivite o tiroidite autoimmune approfondisci »

DOMANDA
Dottore Buongiorno, a ottobre del 2001 mi è stata diagnosticata una connettivite indifferenziata oligosintomatica ad orientamento Lupico. I miei unici sintomi sono febbricola persistente e caduta di capelli. Dalle ultime analisi che ho fatto gli Ana erano negativi e cmq nn sono mai stati altamente positivi (sempre 1:160), Ena negativi. Per scrupolo ho voluto controllare gli la tiroide ed è risultato che ho gli anticorpi positivi, ft3, ft4 e ths normali. Avendo mia madre e mia nonna una tiroidite di Hashimoto è possibile che la mia malattia nn sia il Lupus ma una tiroidite autoimmune? Questo giustificherebbe anche i miei sintomi. Grazie per l'attenzione. Saluti

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Elena, la perdita di capelli e la febbricola sono disturbi troppo aspecifici per poterne attribuire la causa alla connettivite o alla tiroidite. Tieni presente che la tiroidite può associarsi ad altre malattie autoimmuni tra cui le connettiviti. Non necessariamente quindi una malattia esclude l'altra, ma è possbile che anche nel tua caso tiroidite e connettivite coesistano. Per fortuna la tiroidite non ti darà grossi problemi, sia dal punto di vista della sintomatologia che della terapia. Infatti questa malattia si cura assumendo per tutta la vita delle pastiglie contenenti ormoni tiroidei. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Porpora agli arti inferiori approfondisci »

DOMANDA
salve e grazie per l'attenzione. Ho 35 aa e mi ritrovo con questi valori sballati. ab-anti-nucleo (ana) presenti fluoresc.tipo omogeneo 1/320, fluor.t. fine granulare 1/2560, ab-anti-dna nativo 1/80, ab anti-muscolo liscio 1/80, ab anti-ena profile ssa-ro 52,ssa-ro 60 ssb-la tutti presenti, che cosa sono e cosa indicano, Ves 73,Fattore reuomatoride positivo, proteina C/reatt. negativa, gamma globuline 27.8 su valori di riferimento fra 11.0 21.0, IgG 2390 su v. di rif. 700/1620. L'unica mia sintamotologia è della porpora agli arti inferiori che compare quando sono stata per periodi lunghi in piedi es 8h , scompare nel giro di tre gg. non ho altra sintomatologia evidente sono in corso altri esami, sospettano una les, o connettivite mista che cosa mi puo dire? Non ho avuto gravidanze e nessun aborto. La ringrazio sin da ora se mi vuole rispondere. cordiali saluti Milena

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Milena, la positività degli anticorpi da te descritti indica che il tuo sistema immunitario oltre a difenderti contro gli agenti infettivi esterni aggredisce anche delle componenti del tuo organismo, tramite delle sostanze chiamate autoanticorpi. Nel tuo caso questi ultimi aggrediscono ed infiammano i vasi cutanei. Il tipo di autoanticorpi (anti DNA nativo, anti SSA e SSB) che produci e le alterazioni degli esami del sangue che descrivi sono tipiche delle connettiviti, in particolare LES e Sindrome di Sjogren. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Clorochina per lungo periodo approfondisci »

DOMANDA
SALVE, SONO AFFETTA DA CONNETTIVITE INDIFFERENZIATA E DA ALMENO 5 ANNI ASSUMO LA COLCHICINA, SECONDO LEI QUESTO FARMACO A LUNGO ANDARE PUO' AVERE DELLE RIPERCUSSIONI NEGATIVE SULLA MIA SALUTE? GIA' ORA DEVO TENERE SOTTO CONTROLLO IL FERRO E LA VITAMINA B12. E IN CASO DI GRAVIDANZA, DOVRO' INTERROMPERE IL TRATTAMENTO. LA RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Anna, generalmente la colchicina non viene utilizzata nella cura della connettivite indifferenziata; sei sicura che tu non stia assumento la clorochina? Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Impianto di un dente approfondisci »

DOMANDA
Ho la connettivite indifferenziata da circa 3 anni, sto meglio, posso rimettermi un dente con un impianto osseo? La ringrazio per la risposta che vorrà darmi.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Paola, Non vi sono controindicazioni particolari ad un intervento di questo genere. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Quale cura per i dolori articolari approfondisci »

DOMANDA
Ciao sono Giovanna , ho 50 anni, vi prego di darmi delle delucidazioni per un problema che mi sta tanto preoccupando. Durante l’estate dell’anno 2001 mi è stato consigliato , a seguito dei dolori persistenti alle articolazioni (mani, ginocchia, piedi , gomiti e spalle) , di effettuare le seguenti analisi: ANA, antiDNA, antiENA. Questi analisi effettuati in tre centri diversi hanno evidenziato il valore ANA sempre positivo, gli altri due sono stati postivi solo in due centri. Il reumatologo mi ha diagnosticato una Connettivite indifferenziata e mi ha prescritto la seguente terapia: Clorochina e Medrol . Nella primavera dell’anno 2003 si è registrata una fibromialgia che mi ha indotto a fare uso pure di Celebrex e Sirdalud. La terapia, in ogni caso, non ha apportato nessun sollievo e i dolori sono sempre persistenti. Dall’analisi di routine si sono registrati i seguenti valori: volume piastrine 7.2 fl , globuli bianchi 11.1 x 1000 mmc, P.C.R.1.7 mg/dl In gennaio u.s. il reumatologo , durante il controllo periodico, oltre alla connettivite mi HA riferito di avere il LES. A causa degli incessanti dolori , allargatasi a tutto l’organismo, il reumatalogo mi ha integrato nella terapia una fiala di Methotrexate da 10 mg alla settimana con una fiala di folina il giorno dopo per un mese. Domanda: • La diagnosi è giusta ? • La terapia è quella giusta ? • C’è da preoccuparsi con i valori dei globuli bianchi su indicati ?; • C’è da preoccuparsi che stia dimagrendo nonostante faccia uso di cortisone? • Cosa potrei fare ? Attendo una Vs risposta. Grazie

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Giovanna, da quanto scrivi credo che il tuo reumatologo abbia ragione; la cura con Clorochina e Medrol è infatti indicata nelle connettiviti con manifestazioni articolari prevalenti. Se tali manifestazioni non rispondono alla cura soprascritta è razionale l'uso del Methotrexate. E' anche vero che tali dolori possono essere peggiorati dalla fibromialgia; le algie dovute a questa generalmente rispondono poco ai comuni trattamenti antidolorifici, è infatti necessario l'uso di farmaci che agiscano sulla percezione del dolore. I valori dei globuli bianchi non sono preoccupanti. In ogni caso credo che tu debba rivolgerti con fiducia al tuo reumatologo e seguirne le indicazioni. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Esami specific per la S. di Sjogren approfondisci »

DOMANDA
Gentile dottore, la contatto per via di una sospetta Sindrome di Sjogren. I miei sintomi sono, primariamente, una notevole secchezza agli occhi ( sono stata sottoposta ad intervento per ridurre la miopia, ma risale ad un anno fa), tale da dover somministrare lacrime artificiali 5 volte al giorno (di giorno resisto anche fino a 8-9 ore ma la notte devo puntare appositamente la sveglia per somministrarle ogni 4 ore ca.). E ancora, ho dolori articolari e muscolari diffusi, ghiandole parotidi periodicamente dolenti (anche se all'atto di una radiografia sono risultati morfologicamente nella norma; tuttavia, i linfonodi sono risultati leggermente ingrossati), faringe secca e corde vocali infiammate ma salivazione regolare. Inoltre ho fatto i seguenti controlli tramite prelievo del sangue: anti-ENA (sono risultati negativi gli anti SS-A/Ro e gli anti SS-B/La) , AMA ( anch'essi negativi), Ves (Indice di Katz 5.5), Fattore Reumatoide (8 UI/ml), IgG, IgA, IgM (i primi due nella norma, il terzo, ai tre controlli/prelievi consecutivi è risultato, rispettivamente 289 mg/dl in data 20/9/2003, 316 mg/dl in data 2/12/2003, e, utilizzando questa volta il metodo nefelometrico, 263 mg%), Citomegalovirus test (mai contratta l'infezione) l'esame EMOCROMOCITOMETRICO (Globuli Rossi 4310000/mmc, Globuli Bianchi 6280/mmc), Formula Leucocitaria ( Neutrofili 59.40% Eosinofili 0.80% Basofili 0.20% Linfociti 33.90% Monociti 5.70%). Ora, la domanda è la seguente: la negatività della maggior parte di questi esami è sufficiente ad escludere la patologia o è necessario fare indagini ancora più specifiche e mirate? Se sì, quali sarebbero queste indagini? E' possibile che sia chiamata in causa qualche altra patologia?Infine, poichè so che le figure atte ad orchestrare e monitorare patologie di questo genere siete proprio voi reumatologi, potrebbe indicarmi un buon specialista suo collega qui a Roma ove risiedo? Ringraziandola sentitamente in anticipo della Sua disponibilità, la prego di essere specifico ed esauriente ( finora ciò che ho constatato sono solo indicazioni vaghe soprattutto riguardo i metodi diagnostici da utilizzare). P.S. : Giuro che la nostra omonimia è veritiera! ...Spero che ciò sia da considerarsi di buon auspicio....Cordiali Saluti Doria Francesca

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Francesca, non posso indicarti uno specialista reumatologo di Roma, non perchè non ve ne siano, ma perchè la scelta dello specialista da cui farsi seguire è delicata ed estremamente personale e non può essere "indirizzata" tramite una rubrica come questa. I tuoi disturbi sembrano tipici della sindrome di Sjogren, anche se gli esami del sangue non sembrano confermare tale diagnosi specifica(soprattutto il dosaggio dell'anti-SSA e dell'anti-SSB che comunque, a mio aviso, ancdranno ricontrollati nel tempo). In ogni caso per escludere o confermare definitivamente la diagnosi vanno eseguiti il test di Shirmer (peer vdere la quantità di lacrime che produci), il test di Saxon (per vedere la quantità di saliva che produci) ed infine una biopsia labiale (per vedere se le tue ghiandole salivari sono infiammate dalla malattia). Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Sindrome d Sjogren e Plaquenil approfondisci »

DOMANDA
Salve, sono una ragazza affetta dal 97 da ipotiroidismo e tiroidite di Hashimoto.accusando cervicale e febbriciattola, nonchè stanchezza nel maggio 03 ho dosato di mia inizativa ad Urbino:( ana 1:160 pattern punteg)(SSa-ro pos.)(SSb-LA pos).A seguito di un ricovero ospedaliero a luglio 03 ad Ancona è emerso:(ana assenti IFI)(SSa-ro 147 elisa)(SSb-La 8)(IGg 1780)(C3 101). il ves sempre normale a 10 e Pcr a 3.3A dicembre ad Urbino li ho ripetuti:(ana 1:160)(SSa-ro pos.)(IGg 1820)(C3 93).Non vi sono coinvolgimenti extra-ghiandolari, no xerostomia e xeroftalmia a volte presente ma ultimamente negativa allo schirmer test.Diagnosi sindrome Sjogren e cura con Flantadin 6 mg. e Plaquenil.Altri immunologi sono orientati verso connettivite indifferenziata.Io sono contraria alle medicine ed un esperto mi ha suggerito che non necessariamemte la positività comporta aggressività degli anticorpi.Mi sento un pò persa sia per la diagnosi incerta, sia per la cura. E'vero dottore che il plaquenil fa cadere i capelli? Sa sono nel pieno degli anni e non vorrei peggioare la mia situazione invece che migliorarla. Spero in una su risposta e il suo numero per un appuntamento.Grazie ancora.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Anna, non preoccuparti per il Plaquenil, è un'ottima medicina ed è generalmente molto ben tollerata. I casi di alopecia (perdita di capelli) sono molto rari ed io finora ne ho visti pochissmi; inoltre i benefici derivati dall'assunzione di questo farmaco superano di gran lunga tali piccoli rischi. E' vero che la sola positività degli autoanticorpi non è sufficiente per poter fare diagnosi di sindrome di Sjogren, tuttavia non sarei così d'accordo sul fatto che questi non siano aggressivi. Per poterlo valutare è utile eseguire, in aggiunta agli esami del sangue soliti il profilo proteico, il fattore reumatoide, C3, C4, immunoglobuline, VES e PCR. Per togliere ogni dubbio inoltre sarebbe utile eseguire una biopsia labiale per vedere se vi è un interessamento delle ghiandole salivari, così tipico della malattia. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Positività ANA, poliatrtalgie e pregressa pleurite approfondisci »

DOMANDA
Gentile Dott. Doria, Sono una ragazza di 25 anni, da più di 10 anni soffro di dolori alle articolazioni a carico soprattutto delle ginocchia ma anche dei polsi, dei gomiti. Sono dolori che non riesco a localizzare con precisione, partono dal ginocchio e sembrano arrivare sia alla caviglia sia all’anca. Qualche tempo dopo l’inizio di questi dolori il medico mi fece fare degli esami (RX al ginocchio dx: nulla – WBC 3.74x 10; HCT 34.4%; HDW 2.01; NEUT 1.60 x10; MONO 0.15 x 10; Ves 6; C3 61; C4 19; Fan Antic. Antinucleo presenti 1/80 positività speckled; Antic. anti DNA nativo IFI assente; IgE totali 497; Anticorpi Antitissutali (immunofluorescenza indiretta) tutti negativi) la diagnosi? Nessuna patologia. Qualche mese fa, dato che i dolori non sono mai passati, sono andata da un reumatologo che dopo avermi prescritto determinati esami (eco dopple: nulla di rilevante; emocromo nella norma tranne RDW-SD 46.8; chimica clinica nella norma tranne ASLO 230; Quadro proteico nella norma tranne IgG 1530; C3 78; C4 14) non ha ritenuto opportuno fare altri accertamenti e mi ha detto di prendere dell’Aulin all’occorrenza. Da gennaio però mi sono comparsi dei piccoli pomfi pruriginosi che compaiono e scompaiono nel giro di qualche ora ma che si ripresentato dopo qualche giorno o settimana in genere sul volto o sul collo, il dermatologo mi ha prescritto degli antistaminici perché sembra trattari di orticaria cronica (dice: forse dovuta a antibiotici presi nel mese di gennaio a seguito di una bronchite) e alcuni esami: FT3, FT4, TSH, Antic. Anti helicobacter P., Anti Tireoglobulina, Anti Perossidasi, HTG (ELSA IRMA) (tutti nella norma); Anticorpi anti nucleo (Positività di tipo granulare (speckled) titolo 1:80); Anticorpi anti DNA nativo e anti ENA (assenti). Ora, oltre ai pomfi, ho dei piccoli puntini (su braccia, collo, petto e viso) piuttosto pruriginosi, Lei pensa ci possa essere un collegamento ai dolori articolari, cosa significano gli ANA positivi? Leggendo tra le informazione che ci sono in questo sito ho visto che in alcuni casi ci sono connessioni con problemi polmonari. Da bambina soffrivo di bronchiti, ho fatto una pleurite qualche anno fa ed esco adesso da un inizio di polmonite. Ultima cosa ci potrebbe essere reazione con i geloni? Grazie mille.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Patrizia, potrebbe esserci un collegamento tra i tuoi dolori articolari e la positività degli ANA; anche se questi ultimi sono senza specificità ed a basso titolo. Vi sono poi alcuni elementi nei tuoi esami del sangue, come la riduzione del C3 e la diminuzione dei globuli bianchi (a proposito mi sarebbe piaciuto sapere il numero dei linfociti!) abbastanza tipici delle connettiviti. Anche la pleurite può essere messa in relazione a quanto sospettato sopra, specie se non era di sicura genesi infettiva. Mi risulta invece più difficile inquadrare in questo tipo di malattie i tuoi disturbi cutanei. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Polmonite e positività ANA approfondisci »

DOMANDA
Ho 29 anni, un sarcoma di Ewing a 9. Due anni fa, per una strana polmonite con poliartralgie, scopriamo Ana+++, Anti rnp+, Anca+, Anti muscolo liscio+. Mi hanno guarito con semplici antibiotici. Cosa posso fare per capire di più? Grazie

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Alexia, meglio così! In ogni caso è possibile che assieme agli antibiotici abbiano anche associato del cortisone, che ha contribuito a far regredire le artralgie. Non è ecludibile poi che nelle connettiviti vi possano essere dei processi infettivi, anzi tali malattie possono adirittura favorirli. In ogni caso è bene che tu venga seguita da un reumatologo e che tu ripeta il dosaggio degli anticorpi periodicamente. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Positività deglil anticorpi approfondisci »

DOMANDA
Mi hanno riscontrato una connettivite indiferenziata Vorrei un suo parere su questo esito: anti dna nativo (ifi) positivo anti dna nativo (eia) 17 U/mL fino a 25 anti nucleo su tes.(ifi) positivo >1:20 anti nucleo su cell.hep2 positivo >1:160 aspetto omogeneo autoanticorpi anti antigeni nucleo estraibili (ssa,ssb,sm,rnp,jol,scl70) anti antig.nucleo estr. negativo se possibile vorrei la risposta via e-mail e se possibile avere un appuntamento per una visita privata. Ringraziando anticipatamente porgo distinti saluti

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Claudia, la positività di tali anticorpi, con buona probabilità, sta a significare che il tuo organismo produce degli autoanticorpi. Le positività che ti sono state riscontrate, tuttavia, non sono tipiche di una connettvite "maggiore" (la positività dell'anti-nDNA è troppo sfumata per essere presa, per il momento, in considerazione); probabilmente anche la tua sintomatologia, pur essendo indicativa di una connettivite, non lo era sufficientemente per poter porre diagnosi di una forma "differenziata" (come il LES, la polimioste, la connettivite mista, la sclerodermia ecc.). Per ogni necessità contattami c/o il reparto di Reumatologia dell'O.C. di Padova (049/8212195-2202). Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Nuoto, infezioni vaginali ricorrenti e connettivite indifferenziata approfondisci »

DOMANDA
Salve!!Sono una ragazza di 23 anni e da qualche mese mi hanno diagnosticato una connettivite indifferenziata.Siccome soffro anche di infezioni vaginali ricorrenti che non riesco a debellare,volevo sapere se questo può dipendere dalla connettivite o no. Inoltre volevo sapere se con questa malattia è possibile praticare sport (io pratico nuoto)!! Grazie . Cordiali saluti

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Sara, effettivamente è dimostrata una maggiore suscettibilità delle persone ammalate di connettivite a contrarre delle infezioni. In ogni caso è difficile stabilire se le tue infezioni vaginali siano da attribuire alla connettivite, perchè si tratta di un disturbo diffuso nella popolazione giovane femminile (specie se sono ricorrenti o in relazione con il ciclo mestruale). Probabilmente si tratta di trovare la cura più adatta. In ogni caso, la connettivite non controindica il nuoto non agonistico. Cordiali saluti Dott. Andera Doria

Calo di voce e connettivite approfondisci »

DOMANDA
da circa sei mesi ho un calo di voce e soffro di connettivite indifferenziata sono in cura,è possibile che la causa e dovuta alla connettivite?

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Anna, non vi sono strette correlazioni tra il calo della voce e la connettivite indifferenziata. Ti consiglio comunque di sottoporti ad una visita otorinolaringoiatrica. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria

Tiroidite e possibile connettivite approfondisci »

DOMANDA
Gentile dottore, ho 48 anni (non sono in menopausa) e da ottobre 2000 presento costantemente vari problemi (nel 1996 un episodio di transaminasi alte temporaneo): ho iniziato con tosse prima stizzosa, poi catarrale, infine asma, il tutto si sta ripetendo ora in forma molto lieve. Dallo stesso periodo a tutt'oggi soffro di rash cutaneo localizzato al volto e al collo, poco visibile all'esterno ma che porta molti problemi internamente (enorme prurito a viso, collo e ogni tanto testa, abbassamento di vista e sensibilità sempre maggiore alla luce, confusione mentale e scombussolamento generale) che aumentano con il calore (sia di sole che di acqua calda). Verso gennaio 2000 ho avuto doloretti ai piedi per circa un mese, poi per due mesi fitte ai polsi e al gomito dx (disturbo quest'ultimo che ho tuttora anche se raramente). Ho stanchezza e pesantezza alle gambe, mal di testa, mai febbre. Da dicembre è subentrata una tiroidite autoimmune con valori ultima analisi AbTPO 7350 - Antitireoglobulina 967 - TSH 7 anche se assumo EUTIROX. Da poco mi è stata diagnosticata una connettivite indifferenziata: è possibile che tali fenomeni siano riconducibili a questa malattia stante che dalle analisi risultano: ANA positivo 1/80 - ENA negativo - ANTI DNA negativo - ANCA negativo - VES 16 (soffro di artrosi cervicali) - PCR negativo - WALER Rose negativo - REUMA TEST negativo? Se sì, è curabile? Grazie.

Dr. Andrea Doria (Reumatologo)
RISPOSTA
Cara Maria, la connettivite indifferenziata, essendo una malattia autoimmune, può associarsi ad altre manifestazioni di autoimmunità, come la tiroidite. Non mi sono tuttavia chiari i motivi per cui è stata posta la diagnosi di connettivite; nel senso che per quanto i disturbi possano essere ricondotti a quest'ultima (anche se possono essere inquadrati in una sindrome allergica o disendocrina-ginecologica, che a mio parere vanno quantomeno escluse), non vi è la chiara positività degli ANA (peraltro senza alcuna specificità) che generalmente viene richiesta per la diagnosi (anche se su quest'argomento si sta molto discutendo). In ogni caso tale positività andrà controllata nel tempo. Cordiali saluti Dott. Andrea Doria